Ilva, sindaco di Taranto diserta tavolo: Di Maio dilettante
Ilva, sindaco di Taranto diserta tavolo: Di Maio dilettante
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Ilva, sindaco di Taranto diserta tavolo: Di Maio dilettante

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Il sindaco di Taranto diserta il vertice sull'Ilva perché Luigi Di Maio ha convocato anche sigle spesso "inclini al dileggio delle Istituzioni".

Il sindaco di Taranto, così come gli altri sindaci dell’area “di crisi”, annunciano che diserteranno il tavolo sull’Ilva convocato da Luigi Di Maio al Mise. A creare polemica il fatto che il ministro dello Sviluppo economico abbia invitato all’incontro anche “una serie di sigle pseudo associative e comitati” come le bolla Rinaldo Melucci, primo cittadino del capoluogo pugliese. Luigi Di Maio chiarisce che “il tavolo non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell’oscurità”.

Sindaco di Taranto contro Luigi Di Maio

Convocato per oggi, lunedì 30 luglio 2018, un tavolo sull’Ilva di Taranto “perché Arcelor Mittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte” come precisa su Facebook il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Pochi giorni fa, infatti, Luigi Di Maio in un’interpellanza urgente alla Camera aveva sottolineato infatti che la procedura di gara per il piano ambientale e occupazionale dell’acciaieria “è stata un pasticcio”.

Per questo motivo, il governo ha chiesto ad Arcelor Mittal, vincitrice del bando, di fare una “controproposta”.

Nella giornata di ieri, però, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha annunciato che non sarà presente al vertice perché “poco dopo le 21:30 di sabato, l’invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura a una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento” denuncia il primo cittadino.

“Sigle – prosegue Melucci – dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni”. Il sindaco di Taranto taccia quindi Di Maio di “dilettantismo spaccone” che il ministro però “spaccerà per trasparenza e democrazia, ma è solo una sceneggiatura ben congegnata – sostiene – per coprire il vuoto di proposte e di coraggio”. Il governo “ha scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo” conclude Rinaldo Melucci, ribadendo quindi che “il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma”. L’azienda e i Commissari sanno dove trovare il sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento” sottolinea infine.

Di Maio: no riunioni a porte chiuse

“Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale.

Ed è per questo che li ho invitati” chiarisce in una nota Luigi Di Maio, replicando al sindaco di Taranto.

“Il tavolo non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell’oscurità. – precisa il pentastellato – Tutto deve essere trasparente perché tutti devono prendersi le responsabilità di ciò che propongono. Stiamo parlando del futuro di migliaia di cittadini e lavoratori, chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare”.

“Da Ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze. – aggiunge – È finita l’epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione. Il nostro metodo è un altro. Fa rima con partecipazione e trasparenza“. “Gli altri metodi, sbagliati, e i vecchi schemi mentali ci hanno portato dove siamo oggi e non ripeteremo gli errori di chi ci ha preceduto” puntualizza quindi il vicepremier.

Gli altri “no” al vertice sull’Ilva

L’incontro al Mise (Ministero dello Sviluppo economico) sarà disertato anche dagli altri sindaci dell’area “di crisi” di Taranto, ovvero quelli di Massafra, Fabrizio Quarto, di Statte, Francesco Andrioli e di Montemesola, Vito Punzi.

Non parteciperà al tavolo dell’Ilva convocato da Luigi Di Maio anche il presidente della Provincia, Martino Tamburrano.

Arcelor Mittal: decisione inattesa

Anche Arcelor Mittal critica la scelta di Luigi Di Maio di allargare il tavolo del vertice sull’Ilva. In una nota, l’azienda infatti precisa che in merito alla comunicazione con cui il Ministero dello Sviluppo economico “ha allargato ad un ampio numero di soggetti privati il tavolo istituzionale convocato per lunedì, teniamo a precisare che la nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa“.

“Siamo aperti al dialogo con tutti i portatori d’interesse e che questo avvenga nel rispetto delle istituzioni in un percorso condiviso, consono e costruttivo”, prosegue la multinazionale dell’acciaio. “Sarebbe utile – auspica quindi la società – avere al tavolo anche il Ministero dell’Ambiente ed i tecnici del Governo che hanno lavorato alla loro controproposta, i quali sono ovviamente portatori di un interesse qualificato in ragione del tema oggetto dell’incontro”.

Critiche dai sindacati

“Il rischio è quello di una passerella” avverte anche Marco Bentivogli, segretario della Fim-Cisl.

All’Adnkronos, il sindacalista sottolinea infatti che l’incontro in programma per oggi “sembra più un atto dovuto per dire che la riunione c’è stata che un confronto vero, mentre io mi auguro che il ministro Di Maio capisca che il confronto è una cosa seria e non un riempitivo tra una cosa e l’altra”.

La pensa più o meno alla stessa maniera anche il segretario della Fiom-Cgil Francesca Re David, evidenziando come l’incontro sembra essere “oggettivamente informativo“. La sindacalista auspica però che dal tavolo verrà fuori “la volontà o meno del ministro ad aprire in parallelo un tavolo sul piano occupazionale e su quello industriale” nonché “fornire chiarezza sul percorso” ancora da compiere.

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