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Impara ad usare (bene) le tecnologie. Dopo, insegnale ai tuoi figli

In questi giorni sta girando in tv uno spot pubblicitario che invita le famiglie italiane a conoscere meglio le tecnologie e ad usarle con i propri bambini. Sono certo che tante mamme, tante zie e pure qualche nonno pagherebbe oro per avere anche solo un decimo dell’abilità tecnica nell’utilizzo del computer di proprio figlio o di proprio nipote, anche solo per non sentirsi troppo vecchi. I più però nella migliore delle ipotesi se ne fottono altamente di queste parentesi mediatiche dei figli ritenendo (erroneamente) che la tv o la consolle videogiochi, piuttosto che l’uso mostruoso del cellulare, siano in fondo dei semplici mezzi per “passare il tempo” e divertirsi.
Così se alcuni genitori sono timorosi e comunque distanti rispetto all’utilizzo delle suddette diavolerie, altri credono che questi strumenti li sappiano usare benissimo da soli, e che il nostro intervento possa risultare fuori tempo e utile solo ad accrescere il loro nervosismo, di fronte ad un ragazzino che spererebbe vivamente che propria madre lo lasciasse, almeno davanti alla tv o al al cellulare, un po’ in pace.

C’è quindi un errore di fondo in quello spot. I genitori non devono imparare a conoscere le tecnologie con i figli utilizzandole insieme a loro come dei guardiani rintontiti da sedativi inchiodati ad una sedia per sbaglio e senza coscienza, ma devono saper prima di loro come usarle responsabilmente qualcosa che può potenzialmente essere pericoloso. Prima imparo ad usarlo io, poi ti insegno come si usa, o permetto a qualcuno di fidato che lo faccia per me. Questo pezzettino educativo dev’essere fatto prima che sia troppo tardi: comprare un pc al proprio ragazzo adolescente e sperare dopo 6 mesi di utilizzo di mettere dei paletti rispetto al suo uso è già di per se da irresponsabili.
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