Impressionisti: da Parigi al Vittoriano
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Impressionisti: da Parigi al Vittoriano

Impressionisti, da Parigi al Vittoriano
Impressionisti, da Parigi al Vittoriano

Têtê à têtê con gli impressionisti fino al 7 febbraio.

Un viaggio alla scoperta della Parigi ottocentesca attraverso i capolavori del Musée d’Orsay.

Dopo il grande successo della scorsa stagione con la mostra “Musée d’Orsay. Capolavori”, dedicata alla nascita dei nuovi sguardi impressionisti che rinnovarono gli schemi pittorici moderni, il Complesso del Vittoriano prolunga la sua felice collaborazione con il museo francese e porta nel cuore di Roma “Dal Musée d’Orsay. Impressionisti. Tête à tête”, altre sessanta opere che questa volta conformano un prezioso ritratto della società parigina della seconda metà dell’Ottocento, attraversata da cambiamenti socio-culturali fondamentali di cui gli impressionisti furono testimoni privilegiati.

Sarà l’Ala Brasini del complesso romano ad ospitare questa nuova rassegna -curata da Guy Cogeval, presidente del Musée d’Orsay et de l’Orangerie- che presenta un’accurata selezione di autoritratti, ritratti e scene di vita mondana fra città e campagna che faranno rivivere ai visitatori lo spirito di un’epoca affascinante.

All’interno del percorso espositivo, figure e paesaggi sono i protagonisti d’eccezione di una vera e propia indagine artistica che ha l’obiettivo di ricostruire, come fosse una sorte di esposizione fotografica avant la lettre, l’ambiente culturale e sociale in cui gli impressionisti lavorarono. Il tutto per mettere in luce la potenza di un rinnovamento stilistico che voleva rappresentare la vita moderna senza filtri, riproducendo sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce.

Tra le opere scelte per l’esposizione capitolina spiccano capolavori impressionisti come “Il balcone” di Manet (1890), icona della borghesia della Parigi ottocentesca; “Jentaud, Linet et Lainé” (1871) di Degas, tre giovani industriali seduti all’interno di un caffè; “L’altalena” (1867) di Renoir, dove la luce è la vera protagonista della scena; e “Stéphane Mallarmé” (1876), una bellissima rappresentazione dell’intimità tra due amici che si incontrano per discutere di arte e poesia.

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