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In Cina inflazione galoppante negli ultimi mesi
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In Cina inflazione galoppante negli ultimi mesi

Sembra che anche gli occhi a mandarla conoscano il caro vita. Infatti secondo le ultime indagini la seconda economia più grande del mondo ha visto l’inflazione salire sopra il 5% nel mese di novembre, il che fa pensare ad un ulteriore aumento dei tassi di interesse. In Cina difatti, il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo, ha fatto indicare l’aumento dell’ inflazione. Secondo i dati del National Bureau of Statistics (NBS) pubblicato sabato, esse sono aumentate del 5,1% su base annua, contro il 4,4% in ottobre. Questo è il più forte aumento dal luglio 2008 quando i prezzi in un anno aumentarono del 6,3%. Gli analisti si aspettavano una inflazione media prevista al 4,7%. “Gli aumenti di prezzo nel mese di novembre hanno infatti superato le aspettative di molte persone”, ha riconosciuto il portavoce della NBS, Sheng Laiyun in una conferenza stampa. Nei primi 11 mesi dell’anno, l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2009 è stato pari al 3,2%, appena sopra il limite del 3% che è stato fissato dal Governo.

Un’ impennata si è avuta nei prezzi dei prodotti alimentari al dettaglio, essi sono aumentati in novembre del 11,7% anno su anno, mentre i prezzi al netto degli alimentari sono saliti solo del 1.9%. L’inflazione colpisce quindi prima i più poveri, che spendono una quota maggiore del loro reddito in cibo. Temendo il peggio, il governo ha detto il mese scorso che era pronto, se necessario, a stabilire controlli sui prezzi dei beni essenziali. Ci vorrà del tempo per garantire che le misure siano attuate e che gli effetti possano incidere”, ha detto Sheng Laiyun. La politica monetaria dovrà essere prudente. Dopo le statistiche di novembre, le autorità dovrànno muoversi con cautela anche perchè molto presto ci sarà l’aumento dei tassi di interesse suggerisce Brian Jackson, economista di Royal Bank of Canada con sede a Hong Kong. “Non credo che ci sarà un’inflazione maggiore, ma il 5,1% è sufficiente per il governo a fare di più per contenere il problema”, ha detto al suo fianco Tom Orlik, analista di Stone & McCarthy Research Associates Pechino.

Anticipando queste cifre, la banca centrale cinese aveva già aumentato venerdì per la sesta volta in quest’anno, il rapporto tra riserva obbligatoria delle banche e impieghi, per limitare la creazione di credito e denaro, generando inflazione. La Banca Centrale ha inoltre rilevato in ottobre che i tassi d’interesse sono aumentati di 25 punti base per la prima volta in quasi tre anni. Il governo ha dichiarato che ora la politica monetaria del paese sarà “prudente” e “appropriatamente accomodante”.

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