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In piazza centinaia di ribelli: scontri a Tripoli

“Vittoria o morte” è questo che urlano gli insorti libici. Centinaia di dimostranti anti-regime stanno manifestando nel quartiere di Tajoura a Tripoli. Dopo la preghiera del venerdì, usciti dalla moschea, hanno invaso il quartiere situato nella parte orientale di Tripoli. Non si fermeranno fino a quando non avranno liberato la Libia. Lo dice Abdel Jalil, il leader del Consiglio Nazionale libico, il Governo provvisorio che si è formato nella parte del paese già liberata . La reazione del regime è stata durissima. ”Hanno sparato gas lacrimogeni. Ho sentito degli spari. La folla corre da tutte le parti” ha detto il reporter della Reuters, presente sul posto. La piazza è presidiata da polizia e da agenti dei corpi speciali della sicurezza. Colonne di fumo si alzano in tutta la città.

La capitale è al collasso. Il rischio di una carneficina è altissimo.
Il Presidente Napolitano ha tuonato: “Gheddafi deve fermare ogni azione militare diretta contro il suo popolo perché la violenza contro i libici è inaccettabile”. E ha aggiunto: “Sosterremo qualunque sforzo perché la Libia rispetti i diritti umani”. “I miei pensieri – ha continuato il Capo dello Stato raggiunto durante la Conferenza dei diritti umani a Ginevra – vanno soprattutto alle sofferenze del popolo libico che lotta per la pace ed una vera democrazia”.
Intanto sempre nella capitale libica, in piazza Algeria, ci sono sostenitori di Gheddafi che manifestano in favore della sopravvivenza del suo sanguinario regime. Anche qui si sono uditi degli spari. I sostenitori del leader libico innalzano bandiere e suoi ritratti al grido “Allah, Muammar, Libia e basta”.

Lo hanno riferito testimoni all’ANSA. Il quartiere e’ teatro dall’inizio della rivolta di numerosi episodi di violenza che hanno causato molte perdite ad entrambe le fazioni in lotta.


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