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In Piemonte posti letto per bambini ucraini malati, il racconto di una mamma: “È tutto un brutto sogno”

Il Piemonte ospita nei suoi ospedali pediatrici i bambini ucraini malati. Il racconto dei giorni della guerra attraverso le parole di una mamma.

Piemonte bambini ucraini malati

La guerra è armi e strategie militari, conquiste e battaglie, ma è soprattutto la tragedia dei popoli costretti a scappare da bombardamenti, a lasciare le loro case verso un futuro incerto e privo di radici. Sono le storie di queste persone quelle che più ci colpiscono durante un conflitto, di nostri fratellli e sorelle che hanno avuto solo la sfortuna di finire in mezzo ad un conflitto che non vogliono, non comprendo e che non li arricchirà di certo.

Sono i racconti delle persone comuni. Tra queste c’è quello di Yulia, ragazza ucraina in Italia dal 5 marzo che a Fanpage ha raccontato del suo viaggio verso in Italia organizzato dalla Regione Piemonte e sostenuto da imprenditori locali per chi, come lei, ha figli che necessitano di cure ed ospedali.

Il Piemonte ospita i bambini ucraini malati

Yulia parla dal reparto di Oncoematologia dell’ospedale infantile Regina Margherita che ha accolto sua figlia. Suo marito e la sua famiglia sono invece rimasti ad Odessa dove, poco prima dello scoppio della guerra, la figlia malata era stata dimessa dall’ospedale per essere messa in sicurezza da eventuali attacchi. Protetta forse dalla bombe, ma non dalla sua malattia, visto che le cure erano state interrotte. È così che Yulia ha deciso di venire in Italia non appena ha appreso di questa possibilità riservata dal Piemonte ai bambini ucraini malati.

Bambini ucraini malati trovano posti letto in Piemonte

A Fanpage questa mamma in fuga dalla guerra riporta degli allarmi antiareo, delle fughe nelle cantine degli ospedali con i bambini malati attaccati alle flebo mobili, del freddo e della paura dei bombardamenti. Una situazione inimmaginabile fino a qualche settimana fa e che Yulia ha fatto fatica a comprendere e a spigare ai suoi figli.

Piemonte, posti letto per i bambini ucraini malati

Agevolandosi con il traduttore di Google, questa mamma ha provato a descrivere quale sia il suo stato emotivo. Lo ha fatto con questa significativa grase: “È tutto un brutto sogno. Vorrei svegliarmi e scoprire che è stato tutto un brutto sogno. Tutto questo è sbagliato”.

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