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In Sicilia dichiarato lo stato di emergenza, le Madonie si stanno sbriciolando

Dopo 60 case distrutte e 50 famiglie evacuate in Sicilia viene dichiarato lo stato di emergenza per il maltempo: richiesto anche quello nazionale

Uno degli effetti della frana a Polizzi Generosa

In Sicilia è stato dichiarato lo stato di emergenza e il motivo è serio: le Madonie si stanno letteralmente sbriciolando sotto gli occhi e soprattutto sotto i piedi dei siciliani e serve uno status legislativo adatto per intervenire subito. 

Sicilia, dichiarato filamente lo stato di emergenza per Polizzi Generosa e Petralia Sottana

I recenti eventi franosi a Polizzi Generosa e Petralia Sottana innescati dal meteo catastrofico fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 spingo la Regione a proclamarlo, anche perché la situazione delle Madonie è tristemente precedente alle ultime sfuriate del maltempo. 

La Protezione Civile propone e la Giunta Regionale dispone: servono interventi speciali

Perciò su proposta motivata “del Dipartimento regionale di protezione civile, la giunta regionale siciliana ha dichiarato lo stato di crisi regionale e ha richiesto lo stato di emergenza nazionale per i comuni colpiti dagli eventi meteo avversi di dicembre 2021 e gennaio 2022 e in particolare per Polizzi Generosa e Petralia Sottana”.

Quelle due immense frane avevano infatti sabotato i due centri e provocato danni ad oltre 60 case e alle strade

Gli ultimi danni: 60 case distrutte, strade inagibili e 50 sfollati, con il rischio di paralizzare la Sicilia intera

Danni tanto massivi che erano state evacuate anche circa 50 persone. In queste ore presidente e tesoriere del Collegio dei Geometri della provincia di Palermo, Carmelo Garofalo e Antonio Li Puma, avevano effettuato un sopralluogo proprio ai siti delle Madonie in questione.

E quelle frane di fatto sono in grado di paralizzare letteralmente l’intera Sicilia. Come? Basterebbe la chiusura della Palermo-Catania, a quel punto la circolazione isolana verrebbe dirottata su Polizzi Generosa, ovvero sulla SS 643. Ma lì il transito ormai è impossibile. 

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