Indifferenza per maestra sordomuta rapinata a Mestre
Indifferenza per maestra sordomuta rapinata a Mestre
Cronaca

Indifferenza per maestra sordomuta rapinata a Mestre

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Indifferenza a Mestre, dove una maestra sordomuta è stata rapinata

L’indifferenza uccide più degli assassini. Fa male sentire certi fattacci, ma avvengono. Tre africani hanno rapinato una donna sordomuta nel sottopasso della stazione a Mestre. Le persone, che sicuramente hanno visto la poveretta, le sono passate accanto, senza prestarle alcuna cura o aiuto che sia.

Indifferenza a Mestre

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Solo degli eroi intervengono in caso di bisogno. Questa è la conclusione a cui si arriva, dopo avere assistito a simili scene di indifferenza assoluta. Non era buio, ma il fatto è accaduto a mezzogiorno di giovedì, in centro a Mestre. Non ci si trovava nemmeno in un luogo isolato, visto che la rapina, perchè di questo si tratta, è avvenuta sottopasso ciclopedonale che collega via Dante a via Rizzardi, accanto alla stazione dei treni.

Veniamo ai fatti, una signora, putroppo sordomuta e tre ragazzi di colore, che in seguito sono risultati africani, dopo averla presa a calci brutalmente, l’hanno scaraventata a terra. I tre malviventi hanno continuato a picchiarla, mentre pensavano ad arrivare al loro scopo.

Le hanno strappato prima il cellulare, poi la borsa.

Tre persone non hanno soccorso

Ciò che turba maggiormente è l’indifferenza. Sono infatti passati in tre, si trattava di due uomini e una donna. Nessuno potrebbe credere che il fatto sia passato inosservato. Come è possibile che non si fossero resi conto di quanto stava accadendo.

I tre africani l’hanno brutalmente scaraventata a terra, strappato borsa e cellulare, nessuno avrà visto niente? Al giorno di oggi questi fatti non sono rari e c’è da capire che chi ha assistito alla scena, abbia avuto paura. Davanti alla donna accasciata a terra, però nessuno è intervenuto.

Bastava una telefonata

La paura è comprensibile, ma non si giustifica il fatto che nessuno di coloro che sono passati abbiano pensato di chiamare le forze dell’ordine. I numeri ci sono, 113 o 112. Invece niente, incuranti di ciò che è successo alla povera donna, hanno tirato dritto, andando per la loro strada.

Come niente fosse successo, hanno lasciato la poveretta in balìa dei suoi aguzzini.

La polizia, nonostante tutto, in seguito, è riuscita a individuare i tre e ad arrestarli. La donna sordomuta è una maestra 43enne. Stava rincasando a piedi, indifesa più degli altre persone, perché sordomuta.

Il telefonino era l’unico strumento per poter comunicare a distanza, attraverso l’apposito servizio di messaggistica. L’unico modo di farsi capire con coloro che non conoscono la lingua dei segni. Dentro alla borsa, che i tre africani le hanno rubata, aveva tutti i documenti, le chiavi dell’abitazione, altri effetti personali.

Non solo i tre ragazzi africani, che si spera sconteranno la pena per quello che hanno fatto, ma anche chi è passato indifferentemente e se ne è andato per la sua strada dovrebbe essere rintracciato e punito, come si deve. L’omissione di soccorso è grave quanto chi ha fatto del male.

Questo è quando ci dovremmo mettere in testa, la paura fa vincere i cattivi, l’indifferenza uccide gli innocenti, pensiamo se fosse accaduto a noi, ai nostri famigliari.

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