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Indipendenza Catalogna, Fmi: economia Spagna a rischio se tensioni continuano

Indipendenza in Catalogna, rischia di creare tensioni economiche. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha annunciato un possibile grave rischio economico per la Spagna.

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Indipendenza Catalogna, rischia di creare tensioni economiche. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha annunciato un possibile grave rischio economico per la Spagna. Se i disguidi con Madrid dureranno ancora, si parlerà di un serio allarme economico. Andrea Shaechter, l’economista che è a capo della Fmi in Spagna assicura che le previsioni future sul Paese sono positive, ma soltanto se Catalogna e Madrid resteranno unite e non porteranno avanti le ultime tensioni politiche.

Catalogna nell’economia Spagnola

L’indipendenza tanto cercata e voluta dalla Catalogna potrebbe causare seri problemi all’interno dell’intero sistema economico spagnolo. Dopo la lunga ripresa economica spagnola, avvenuta con successo, ora si rischia di ricadere di nuovo nel baratro. Se il referendum per l’indipendenza verrà considerato valido la Spagna in totale rischierebbe di perdere ben il 16% della sua popolazione.

Che su 47 milioni di abitanti totali sono 7 milioni e mezzo. Ma al di là della popolazione la perdita più grande la ricontrerebbero le tasche del Governo. La Catalogna infatti è considerata una delle regioni più ricche sel Sud Europa. Il territorio catalano è famoso per ospitare tante delle filiali di industrie straniere. Si dice infatti che una compagnia straniera su tre scelga di stabilirsi proprio a Barcellona, anche se non è la capitale. L’intera comunità catalana ha infatti il potere di attrarre un quarto del totale degli investimenti stranieri di tutta la Spagna. Sul territorio catalano sono presenti oltre 5.700 multinazionali, le quali rappresentano quasi la metà di tutte quelle che hanno deciso di fare investimenti in Spagna.

Altri dati

Non dimentichiamo anche di citare la grande rilevanza turistica che possiede la città di Barcellona.

Nel 2014 ha raggiunto un record incredibile di visite. Nei primi cinque mesi dell’anno Barcellona ha accolto ben 21,4 milioni di turisti. E i dati hanno continuato a crescere esponenzialmente. Oltre al turismo e agli investimenti stranieri non va dimenticata la produzione industriale catalana. Con le sue attività industriali la Catalogna produce più del 20% del Pil spagnolo. Anche per quanto riguarda le esportazioni i catalani vanno forte. Il 25% del totale esportato infatti è tutta opera della regione. E dai mercati stranieri guadagna il 30% del Pil. I prodotti che vengono richiesti maggiormente dagli stranieri sono i prodotti chimici che rappresentano il 16% sul totale, auto e componenti motoristici per il 16%, cibi e bevande per l’11,6%, tessuti e moda per il 7,6%, i medicinali per il 6,9% ed infine i macchinari industriali per il 6,3%.

La disoccupazione

Barcellona e tutta la Catalogna, oltre ad essere una regione di grande successo per i motivi sopra elencati, ha un altro dato che le fa onore.

L’area catalana può vantare di un numero molto esiguo di disoccupati. La regione infatti vanta il numero migliore di occupati dell’intero Stato. La Catalogna riscontra il 13,2% di disoccupati, il numero non è basso ma lo è in realzione al 17,2% della totale penisola spagnola.

Conclusioni

Dopo tutto quello che è stato elencato è evidente che la Catalogna sia una regione molto dinamica e produttiva. Chi la conosce può trarre da solo queste conclusioni. Chi ha mai visitato Barcellona o quache altra città catalana ha sicuramente percepito la positività, l’energia e la voglia di fare che caratterizza il popolo catalano. E’ un popolo accogliente e non bellicoso, e lo si è visto anche durante le votazioni del referendum. Per gli indipendentisti l’economia spagnola non subirà nessun cambiamento, mentre per chi abita fuori, la situazione rimane preoccupante.


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