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“Inferno”, alle Scuderie un viaggio dantesco ideato da Jean Clair

Roma, 14 ott. (askanews) – Un viaggio negli inferi, passando attraverso morte e sofferenze, follia e Olocausto, fino ad arrivare a “riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139). A Roma le Scuderie del Quirinale hanno collaborato con Jean Clair, importante storico dell’arte e intellettuale francese, per ideare “Inferno”, una grande esposizione di rilievo internazionale – dal 15 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022 – che celebra i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

L’ideatore e curatore, assieme alla moglie, Laura Bossi, Jean Clair:

“Totalmente attuale, ho tentato di non fare una storia dell’Apocalisse moderna oggi. Oggi c’è una nuova presenza dell’inferno sulla Terra, la ragione per cui l’ultimo capitolo della mostra è ‘Inferno sulla Terra’, la follia, la guerra, le città e alla fine i campi di sterminio”, ha spiegato a margine della presentazione alla stampa.

“Inferno” si concentra sulla prima delle tre cantiche della Divina Commedia, e racconta la persistenza dell iconografia del mondo dei dannati dal Medioevo ai nostri giorni, con prestiti da oltre 80 tra grandi musei, raccolte pubbliche e prestigiose collezioni private provenienti dall Italia e dall’estero (Vaticano, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Bulgaria).

Mario De Simoni, Presidente e Ad di Ales – Scuderie del Quirinale:

“Abbiamo 232 opere provenienti da 87 prestatori e da 15 paesi, ma la difficoltà è stata accentuata dal fatto che tutta la mostra è stata organizzata durante il periodo del Covid”, ha spiegato ad askanews.

Il percorso espositivo inizia con la versione in gesso della monumentale Porta dell’Inferno di Rodin (modello di fusione in scala 1:1), un prestito alto 7 metri arrivato da Parigi; di fronte “La Caduta degli Angeli” di Andrea Commodi. Si viene poi inghiottiti dalla “Voragine infernale” di Sandro Botticelli, dipinto su pergamena prestato dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, per le prime due settimane della mostra.

Tra gli altri capolavori, il “Giudizio Finale” di Beato Angelico, “Le tentazioni di Sant Antonio Abate” di Jan Brueghel, “Lucifero” di Franz Von Stuck, scelto anche come locandina della mostra, un ritratto di “Dante” di William Blake. E poi delle visioni dalla Bottega di Hieronymus Bosch.

E ancora, il celebre “Demonio” di Valladolid in legno policromo, la maestosa tela di quattro metri di Gustave Doré “Virgilio e Dante” nel IX girone dell’Inferno, fino al Teatrino napoletano “Inferno” con pupi catanesi e palermitani (proveniente dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo).

Significative le numerose collaborazioni istituzionali tra cui quelle con le Gallerie degli Uffizi (alla presentazione alla stampa è intervenuto il direttore Elke Schmidt), il Musée d’Orsay ma anche la Royal Academy di Londra, la Bibliothèque Nationale de France, il Museo Nacional de Escultura di Valladolid, il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona.

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