Influenza suina: che cos'è, come avviene il contagio
Influenza suina: che cos’è, come avviene il contagio
Salute

Influenza suina: che cos’è, come avviene il contagio

influenza suina

E' allarme influenza suina, che ha fatto due morti in otto giorni nel nostro Paese. Ecco cos'è esattamente, come si contrae e come si cura

L’influenza suina sta spaventando l’Italia. Negli ultimi otto giorni, in Sardegna sono morte due persone. Oltre 5 milioni di Italiani, a fine gennaio, sono stati colpiti da questa malattia. E questo dato è destinato ad aumentare. L’influenza suina, che si trasmette dai suini agli uomini, ha quest’anno una circolazione superiore alla pandemia avvenuta nel periodo 2009-2010. Tuttavia, adesso, la situazione sembra sotto controllo.

Influenza suina

L’influenza suina è stata descritta per la prima volta nel 1918. Come si può intuire dal nome, si trasmette dai maiali all’uomo. In verità, questo passaggio è tutt’altro che facile. Non si può venir contagiati mangiando la carne di questo animale. Bisogna essere a contatto con un maiale infetto per avere qualche probabilità di contrarre il virus. Il problema è che, una volta avvenuto il difficile contagio, la malattia si può diffondere tra la popolazione umana come una semplice influenza, creando delle vere e proprie epidemie.
Il virus che la causa è l’Orthomyxuvirus, in particolare del ceppo H1N1.

Tuttavia, se ne conoscono altri, come ad esempio l’H1N2 o l’H3N2. Si trattano di virus di dimensioni ridotte. La loro forma è sferica, e sono pieni di quelli che si possono definire ‘spilli’. Il virus muta in continuazione, e per questo è necessario un nuovo vaccino ogni anno. Nei maiali l’influenza suina colpisce di solito per 365 giorni l’anno. Nell’essere umano il morbo ha invece una maggiore prevalenza nel periodo invernale. A partire dalla fine degli anni ’70 dello scorso secolo, l’influenza suina si è associata alla comune influenza stagionale.

La sintomologia

Dopo un breve periodo, di solito di 1-3 giorni, di incubazione, sorgono i primi sintomi. Normalmente si tratta degli stessi che si possono osservare su una comune influenza. Abbiamo quindi mal di testa, febbre, perdita dell’appetito, sonnolenza, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari come il mal di schiena, brividi, lacrimazione e altro ancora. I pazienti colpiti dall’influenza suina sembrerebbero più tendenti a sperimentare anche vomito e diarrea.

Tuttavia, queste manifestazioni possono essere presenti anche con la normale influenza. Solitamente, la febbre scompare in pochi giorni, tra i due e i quattro. Invece, i sintomi respiratori nei malati colpiti da questa malattia perdurano leggermente più a lungo. La convalescenza è identica a quella di una comune influenza, accompagnata da spossatezza e tosse fino anche a 20 giorni dall’esordio dell’influenza suina.

Pericolose complicazioni

Normalmente si guarisce in breve tempo, e alcune persone possono ammalarsi senza sperimentare alcun sintomo. Possono però, purtroppo, esserci delle gravi complicazioni. Come con l’influenza comune, anche con l’influenza suina possono esserci dei gravi sviluppi per individui predisposti e con sistema immunitario depresso o compromesso. Le complicazioni più gravi possono essere bronchiti, polmoniti, laringiti, bronchioliti e tachicardia. Tra le meno diffuse, ma comunque più pericolose, ci sono miocardite, encefalite e altre manifestazioni al sistema nervoso. Queste possono mettere in pericolo la vita dell’ammalato. L’influenza suina, analogamente all’influenza stagionale, può agevolare infezioni batteriche di varia gravità, con un ampio ventaglio di sintomi e rischi.

Tra i batteri più comuni responsabili dell’infezione vi sono lo streptococco, lo staffilococco e il pneumococco.

Le cure

La cura principale è ovviamente il vaccino, che protegge ed evita il contagio. Poi ci sono più farmaci antivirali per combattere l’influenza suina. Non sempre, tuttavia, questi vengono raccomandati, come l’oseltamivir, lo zanamivir, l’amantadina e la rimantadina. Normalmente, si agisce contro i sintomi, ad esempio con antipiretici per abbassare la febbre, analgesici contro i dolori e sciroppi per calmare la tosse. Tra i maggiormente usati il l’ibuprofene e il paracetamolo.

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