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Inps, scoperte dalla Gdf 314 assunzioni fantasma

Un'impresa del Cosentino è stata denunciata con l'accusa di truffa ai danni dell'Inps, con 314 false assunzioni di lavoratori. Si contano 880mila euro di danno alle casse dello Stato.

assunzioni

Nelle ultime ore, le Fiamme Gialle sono riusciti a smascherare un’impresa del Cosentino, che ha truffato l’Inps attraverso 314 false assunzioni di lavoratori, con un danno alle casse dello Stato per un totale di 880mila euro. Nello specifico, ci anche i 314 falsi operai sono stati denunciati a loro volta per il reato di truffa in concorso con i falsi datori di lavoro. Sono stati accusati anche i due rappresentanti legali dell’impresa, che si sono succeduti nel tempo.

La vicenda della truffa al’Inps e delle 314 assunzioni fantasma

Ai fini della truffa, l’azienda aveva presentato all’Inps false denunce che attestavano l’impiego, mai avvenuto, di lavoratori dipendenti, con lo scopo di permettere l’indebita riscossione a questi, di indennità di disoccupazione, malattia e maternità. La Guardia di Finanza di Castrovillari, a conclusione di una complessa ed articolata indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, sono quindi riusciti a risalire agli autori dell’attività illecita ai danni dell’Ente previdenziale.

Durante le indagini, i finanzieri hanno provveduto ad analizzare tutta la documentazione amministrativa proveniente direttamente dagli uffici dell’Ente Previdenziale, e acquisito informazioni anche dai soggetti estranei alla truffa e falsamente indicati dai responsabili della società.

Da questa analisi è emersa quindi la mancata conoscenza delle false dichiarazioni inoltrate all’Inps e dei contratti fasulli redatti.

Le autorità hanno evidenziato inoltre la falsa dichiarazione e comunicazione dal datore di lavoro agli uffici di 20.000 giornate lavorative mai effettuate dai falsi operai, i quali risultavano assunti solo “sulla carta”. E’ stato accertato che l’ impresa aveva emesso ed annotato nella propria contabilità fatture per operazioni inesistenti, di prestazioni di servizi resi a terzi, per un importo complessivo di circa 200.000 euro.


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