Insalata contaminata, decine di casi di ciclosporiasi
Insalata contaminata, decine di casi di ciclosporiasi
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Insalata contaminata, decine di casi di ciclosporiasi

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L'allarme è stato diffuso in Illinois e Iowa (Usa) e riguarda una partita di insalata venduta nella catena di fast food McDonald's.

“Idph ha registrato un aumento dei casi di ciclosporiasi confermati in Illinois”, scrive il Dipartimento di Salute pubblica dello Stato americano (Idph) sul suo sito web. A fronte dei cento casi di infezione intestinale– i numeri, specifica l’Idph, sono provvisori e perciò soggetti a possibile rettifiche-, le autorità sanitarie hanno condotto le dovute analisi e hanno trovato un legame tra la malattia e le insalate vendute da McDonald’s. “29 casi dell’Illinois riferiscono di aver mangiato insalate di McDonald’s nei giorni precedenti il manifestarsi della malattia”, si legge nel portale web del Dipartimento. Una partita del prodotto venduto dal fast food sarebbe contaminata dal virus cyclospora cayetanensis, che causa dissenteria e che, nelle forme più serie di infezione, può durare anche diverse settimane. Febbre, crampi addominali, nausea e debolezza sono altri sintomi della ciclosporiasi, la cui trasmissione avviene per via oro-fecale tramite cibo e bevande contaminate. McDonald’s sta collaborando attivamente con l’Idph per sostituire i prodotti a rischio.

I casi di ciclosporiasi

Il Dipartimento di Salute pubblica dell’Illinois (Idph), dopo cento casi di infezione da ciclosporiasi registrati dall’inizio di maggio, ha avvisato i cittadini sul rischio che le insalate consumate nel noto fast food McDonald’s possano causare l’infezione intestinale.

“Le indagini iniziali indicano una connessione con il consumo di insalate prodotte nei ristoranti di McDonald’s” spiega il Dipartimento, aggiungendo che un altro ente sanitario è giunto alle medesime conclusioni: “Anche il Dipartimento della Salute dell’Iowa ha notato un simile incremento”. Nirav D. Shah, direttore dell’Idph, ha precisato che, nonostante vi sia un legame tra i casi di ciclosporiasi e le insalate del fast food, la ricerca andrà avanti per trovare altri eventuali fattori contaminanti. Shah inoltre ha invitato i cittadini della regione a sottoporsi a controlli medici nel caso manifestino i sintomi dell’infezione, soprattutto se hanno consumato il suddetto cibo. “Anche se la connessione con McDonald’s c’è, continuiamo a cercare eventuali fonti d’infezione alternative- afferma il direttore dell’Idph- Se avete mangiato un’insalata di McDonald’s da metà maggio e avete sviluppato diarrea e stanchezza, contattate un medico”. La stessa richiesta è stata avanzata dal Dipartimento di Salute pubblica dell’Iowa, che consiglia di svolgere i controlli nel caso vi siano i sintomi dell’infezione e se sono state consumate le insalate della catena di ristorazione da metà giugno.

McDonald’s collabora con i dipartimenti

McDonald’s, contattata dalla Cnn, ha espresso la volontà di collaborare attivamente con le autorità sanitarie.

Per ragioni di tipo precauzionale, non si venderanno insalate nei ristoranti coinvolti fino a quando “non sarà trovato un altro fornitore di lattuga. Stiamo procedendo al ritiro dei prodotti a rischio dai ristoranti identificati e dai centri di distribuzione”. Non è la prima volta che si registra un aumento considerevole dei casi di ciclosporiasi negli Stati Uniti. Il precedente più recente risale al 2013 e non ha coinvolto McDonald’s. Nell’estate di cinque anni fa, centinaia di persone avevano contratto l’infezione in diversi stati degli Usa, a causa del consumo di insalate miste confezionate contaminate , riferisce Repubblica.

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