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Inter: saluto a Capitan Zanetti
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Inter: saluto a Capitan Zanetti

Javier Zanetti, capitano dell’Inter, a 40 anni lascia il calcio, dopo 19 anni di permanenza nella suqadra nerazzurra. Arrivato infatti nel 1995, all’inizio dell’era di Massimo Moratti come presidente, si congeda dal suo pubblico, nel “suo” stadio in delirio per lui. Un tributo meritato per un campione vero, capace di adattarsi in tutti i ruoli possibili, capace di essere motore, trascinatore di una squadra con la quale ha vissuto tante gioie ma anche diversi “dolori”. Lo scorso anno, nella partita contro il Palermo, a causa di un intervento falloso di un avversario, si rompe il tendine d’Achille. Carriera finita? Assolutamente no: “Non posso terminare la mia carriera con un infortunio” dichiara. Infatti dopo diversi mesi rientra in campo, torna ad essere il Capitano dell’Inter.

Con Mazzarri in panchina, una volta guarito e pronto, trova inspiegabilmente pochissimo spazio tra i titolari. Addirittura quasi “irriso” dallo stesso Mazzarri, disputa gli ultimi 3 minuti di gara contro la Roma all’Olimpico, trova una presenza di una manciata di minuti a San Siro contro il Napoli, per arrivare al derby di settimana scorsa.

Il suo ultimo derby. Mazzarri gli regala la panchina, senza nemmeno fargli disputare gli ultimi 3 minuti di gioco. Nella partita di ieri, l’ultima a San Siro per Zanetti, Mazzarri ancora lo relega in panchina. Alla lettura della formazione, solo fischi per un allenatore che ha dimostrato poco tatto, poca umanità, poco cuore. Dopo 20 minuti di riscaldamento, al 52esimo minuto è il suo momento. Esce il brasiliano Jonathan ed entra il capitano: Zanetti. Lo stadio è tutto in piedi a gridare al cielo il suo nome. Applausi ad ogni suo tocco di palla. Apoteosi completa quando dopo pochi minuti che è in campo, parte dalla propria metà campo, salta in dribbling 3 avversari prima di venir fermato con un intervento falloso.

L’Inter (che vince 4 a 1 contro la Lazio), gli tributa il suo saluto e così anche gli avversari. Zanetti ha dimostrato di essere un professionista serio, capace, un giocatore fantastico, con un fisico incredibilmente solido e forte.

La sua commozione durante il giro di campo di saluto è stata grande. Si batte ripetutamente la mano sul cuore, bacia la maglia numero 4, quella maglia che ha avuto e onorato sempre, rifiutando negli anni offerte da ogni parte del mondo. Rimarrà nella storia nerazzurra come il capitano dei record, grazie ai suoi numeri statistici e chissà che quella maglia numero 4 non venga più indossata da nessuno, qualora la società pensasse di ritirarla definitivamente.

Dalle parole di Massimo Moratti, il grazie della società e di tutti i tifosi ad un campione vero, non solo di calcio, ma di sportività e di lealtà. Zanetti dovrebbe ora ricoprire un ruolo all’interno della società nerazzurra.

Javier Zanetti has admitted that he thought Inter could fight for the ...

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