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Intervista a Francesco Guccini
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Intervista a Francesco Guccini

Toni Jop de l'Unità intervista Guccini in occasione del suo settantesimo compleanno

In occasione dei suoi 70 (già celebrati in questo blog con un articolo di qualche post fa), il 14 giugno Francesco Guccini ha rilasciato una bella intervista a L’Unità, della quale ripropongo qui i passaggi più salienti (a porgli le domande è Toni Jop).

Come va Francesco?

Male, grazie.

Male, che ti succede?

Sono vecchio, stanco e mi sono rotto i coglioni.

Quindi sputa il rospo, cos’è che non va?

A parte il fatto che è morto da poco Renzo Fantini – storico manager e caro amico di Francesco, ndre che questa è una botta davvero non superata, c’è il fatto che sono sopraffatto dal compleanno; tutti mi saltano addosso, poi 70 anni sono tanti…

Non dovevi fare una grande festa?

Si, eliminata, e chi ne aveva voglia? Poi sarebbe arrivata una marea di gente. Beh devo dire che la gente mi vuole bene, anche troppo. Niente torta, una cena con un pò di parenti e fratello, poca roba…

Diciamo la verità: hai sempre dato un peso enorme al tempo, ascoltando le tue canzoni…si ha la sensazione che tu ti sia sentito vecchio abbastnanza presto.

E’ la piega dell’epica, la sua curvatura, come se vedessi più lontano da un paio di occhi ciechi…

…Quanto al tempo mi pari un materialista, c’è quello mentale e quello anagrafico…

Si, esistono tutti e due.

Corrono ciascuno per proprio conto, a volte uno precede l’altro, a volte si incrociano, qui si vola alto, ragazzo…

Ottimo, resta in aria: esprimi un desiderio…

Vorrei stare tranquillo, leggere, dormire se possibile, che bello, ora le giornate sono lunghissime, tutto va bene, c’è il sole ma dal 21 ricomincia l’inverno e le giornate rattrappiscono…

Avrei giurato che fossi un animale invernale…

Macché, sono una besta estiva…quando ero giovane le estati duravano dieci mesi, che bellezza. Invece, ecco che già inizia l’autunno…

Attento, stai riscrivendo la canzone dei mesi…

Giusto: sai cosa faccio? La ricanto, la rimetto in scaletta. Vecchio pezzo, l’ho scritto quando avevo 31-32 anni. Avevo un’altra visione del mondo…andavo a dormire tutte le sere non prima delle quattro o delle cinque di mattina…

Cosi vai a dormire presto?

Si ma mi alzo tardi, questo è rimasto uguale…

Giochi col tempo, fai un pò il furbo…

Cosa sia il tempo non lo so. E’ sicuro che sono uno che ha sempre l’orologio, non lo dimentico mai. Sono legato al tempo cronografico. In bagno ho un orologio che scandisce anche i secondi…non dimentico mai nemmeno il tempo che passa…

…Eri ancora un ragazzo quando hai fottuto il tempo inchiodandolo alla tua visione…

Ora la mia visione è il mio orizzonte fisico: due finestre, di casa mia, attorno alle quali si attorcigliano l’Emilia e la Toscana, cosicchè vedo a desta quello che dovrei vedere a sinistra e viceversa. Son felice di vedere le case, i campi che un tempo erano coltivati e ora no…

Un tenerone come te soffrirà nostalgia per quel che non è stato…

Neanche per sogno. Ho nostalgia solo per quel che non si può più fare…un mio amico più vecchio di me, a 70 anni si sentiva in forma smagliante, era sereno, felice, forte. Vado a fare un giro in centro, dice. In autobus c’era una bella ragazza che lo guardava, lui emozionato. Lei gli fa: “Prego si accomodi” mentre si alza. E’ crollato…

Coraggio: le ragazze ti guardano con begli occhi, hai sbagliato analogia…

Dev’essere la storia del compleanno che un pò mi stona…son come i gatti di gennaio…

E cioè?

I gatti di gennaio piangono e trombano dalla mattina alla sera…

© Riproduzione riservata

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