Intossicazione alimentare, pesce avariato al banchetto di nozze: muore 70enne
Intossicazione alimentare, pesce avariato al banchetto di nozze: muore 70enne
Cronaca

Intossicazione alimentare, pesce avariato al banchetto di nozze: muore 70enne

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Intossicazione alimentare, pesce avariato al banchetto di nozze: muore 70enne

Un banchetto di nozze è finito con un diversi intossicati ed un morto. Si tratta del 70enne zio dello sposo. Si sospetta l'intossicazione alimentare.

Tragedia nel banchetto di nozze

Questo non è stato certo il matrimonio indimenticabile che la coppia, che nello scorso weekend si è sposata nell’Astigiano, si immaginava. Invece è una storia assurda, che soprattutto in quest’epoca non dovrebbe succedere. Si ricorderanno di quel banchetto di notte perché trenta invitati sono stati ricoverati per intossicazione alimentare. Di questi, uno è morto.

Dolori intestinali e vomito

La vittima, Pierino Manielli, aveva 70 anni ed è morto in seguito alle complicanze di un’intossicazione alimentare, probabilmente dovuta a un piatto di pesce avariato. Il pranzo si è tenuto domenica nel ristorante “Locande delle antiche sere” in località Maretto.

L’uomo ha accusato terribili dolori intestinali e violento vomito. Questi stessi sintomi sono stati denunciati dalle altre 30 persone: 17 di loro sono ancora ricoverati negli ospedali di Torino e dell’Astigiano. Alcuni sarebbero anche in gravi condizioni. I carabinieri e i Nas di Alessandria hanno già prelevato alcuni campioni di cibo del ristorante per le opportune analisi.

I sospetti ricadono in particolare su alcuni piatti a base di pesce.

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Intossicazione alimentare

L’assassino di Pierino Manielli, lo zio dello sposo, pare sia sto del pesce avariato. Questa è la primo ipotesi, che sembra avere molto senso. Sono in corso le indagini dei Nas di Alessandria, coordinati dalla procura di Asti, per capire l’origine dell’intossicazione. A questo scopo sono stati fatti prelevare alcuni campioni di cibo per essere analizzati, proprio per far luce su questo dramma. La posizione del ristorante “Locande delle antiche serve” si comprometterebbe molto. C’è qualcuno che, lì dentro, non ha fatto bene il suo mestiere e dovrà rispondere dei gravi danni causati.

La maggioranza delle tossinfezioni alimentari è acuta, ossia la malattia insorge all’improvviso e dura poco; la gran parte dei soggetti guarisce spontaneamente, senza trattamento. Raramente, un’intossicazione alimentare può determinare complicanze più gravi. Questo rende ancora più pesante la tragedia di Asti.

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Come riconoscere il pesce fresco

Il pesce, per essere fresco, deve essere di stagione e deve provenire dalla filiera corta.

Per garantire la sua freschezza occorre manipolarlo poco e ricoprirlo di ghiaccio tritato subito dopo averlo pescato.

Il pesce deve venir poi spedito per il controllo sanitario, passaggio indispensabile per verificare la freschezza del pesce.

Per quanto riguarda i pesci ‘al piatto’ o al forno, quelli che gli amanti prediligono interi, come spigola, orata, ombrina, sarago, marmora, o sogliola, il primo particolare sul quale bisogna soffermarsi è l’occhio.
Più il pesce è fresco, più l’occhio è vivo, lucido e da l’impressione che il poveretto che ha abboccato all’ amo stia di nuovo per muoversi. Al contrario, fuggite quando notate una patina bianca o gelatinosa perché significa che il pesce giace sul banco da troppo tempo e potrebbe essere avariato.

Altro chiaro sintomo di freschezza è dato dalle scaglie e dalla consistenza. Lucide le prime e abbastanza elastica la seconda indicano un pescato giovanissimo. Infine, se si vuole essere un po’ più pignoli, si può chiedere al pescivendolo stesso di sollevare leggermente le branchie del pesce.

Queste più sono rosse, meglio è. Ovviamente dipende anche da una specie all’altra, ma per i pesci di acqua salata, si può al massimo tollerare un rosa vivido e molto acceso. Oltre quello, più è chiaro, più bisogna lasciarlo sul banco.

Per quanto concerne i crostacei, più appaiono rosati, meglio è. Poiché esistono però delle tipologie particolari, vedi i gamberoni grigi (che sono scoloriti per natura anche in mare), l’attenzione va riposta nella testa. Deve essere tonica, non troppo scura internamente e soprattutto non deve staccarsi con troppa facilità, altrimenti è indice di non freschezza. Un po’ come la regola d’oro delle cozze, vongole e telline: quando le comprate devono avere il guscio completamente chiuso.

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