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Iran, presidente Raisi chiede “indagine” sulla morte Mahsa Amini

Roma, 23 set. (askanews) – Mentre non si placano le proteste per Mahsa Amini, la giovane donna morta mentre era nelle mani della polizia religiosa iraniana, arrestata perché portava il velo in maniera “impropria”, il presidente iraniano Ebrahim Raisi chiede un’indagine sull’episodio. In una conferenza stampa a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, Raisi ha detto che la morte di Amini “deve certamente essere indagata”. Poi ha denunciato i “due pesi e due misure” nel giudicare questo tipo di “incidenti” in Occidente: “Quando accadono questi incidenti in tutto il mondo vanno applicati gli stessi standard.

Chiedere inchieste solo su questa vicenda… Perché non chiedere esattamente la stessa cosa per coloro che perdono la vita nelle mani delle forze dell’ordine e altri agenti dappertutto in Occidente, in Europa, in Nord America, negli Stati Uniti? Chi è vittima di pestaggi ingiusti, perché non ci sono delle indagini in seguito? “Non bisogna parlare di diritti umani nell’ambito di due pesi e due misure. Abbiamo sempre detto che cerchiamo di fare giustizia, uguaglianza e vi garantisco che vale sia per la giovane donna deceduta che per le altre persone.

La Repubblica islamica non permetterà che vengano calpestati i diritti di nessuno e non siamo ancora arrivati alla fine della strada per quanto riguarda questa inchiesta”, ha aggiunto.

Sulle proteste ha poi sottolineato che bisogna distinguere tra chi manifesta e chi compie atti di vandalismo.

Dopo la morte della 22enne curda, nel paese sono scoppiate proteste e in sei giorni di manifestazioni sono morte almeno 31 persone. Giovedì i dimostranti hanno dato fuoco alle stazioni di polizia e a veicoli in diverse città e l’Iran ha interrotto internet in parti di Teheran e nel Kurdistan. Molte donne sono scese in piazza e hanno bruciato i loro veli o tagliato i loro capelli in forma di protesta.

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