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Iran, pugno duro contro proteste: il paese attacca gli USA per il ripristino di internet

Mahsa Amini

Il governo iraniano ha promesso pugno duro contro le proteste dopo la morte di Mahsa Amini e attacca gli Stati Uniti.

Il governo iraniano si scaglia contro le forti proteste dopo la morte di Mahsa Amini e ha attaccato gli Stati Uniti per il ripristino di internet.

Iran, pugno duro contro proteste: il paese attacca gli USA per il ripristino di internet

Ebrahim Raisi, presidente iraniano, ha assicurato che “affronterà con decisione” le proteste che stanno continuando a scatenare il caos in Iran e nel resto del mondo, dopo la morte di Mahsa Amini, 22enne morta mentre era sotto custodia della polizia morale per aver indossato male l’hijab. Le manifestazioni si sono svolte nella maggior parte delle 31 province dell’Iran e in tutte le principali città del Paese.

Secondo quanto riferito sono morte almeno 35 persone negli scontri, tra cui 5 agenti della polizia iraniana. Secondo gli attivisti il bilancio sarebbe di almeno 50 vittime. Il governo ha bloccato l’accesso a internet e alle reti telefoniche, come riportato da Netblocks, organizzazione di controllo che monitora la sicurezza informatica.

Iran, il sostegno di Anonymous alle proteste e il ripristino di internet

Nelle ore scorse è intervenuto anche il collettivo di Anonymous, che ha messo a punto le operazioni per attaccare la rete statale informatica iraniana.

Oltre 1000 telecamere di sicurezza in Iran sono state hackerate da Anonymous” ha annunciato il gruppo. Gli hacker di Anonymous hanno annunciato di aver bloccato il sito della tv di Stato iraniana. Nelle scorse ore Elon Musk, Ceo di SpaceX, ha ricevuto il via libera dal governo Usa per ripristinare il servizio internet satellitare Starlink, per ripristinare le reti di comunicazione in Iran, permettendo alla popolazione di recuperare l’accesso ai social media e la possibilità di comunicare.

Il governo iraniano ha contestato questo via libera, definendo “ostile” la decisione di Washington nei confronti di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, ha dichiarato: “Minimizzando la gravità di una serie di blocchi imposti nelle comunicazioni nel Paese, gli Stati Uniti stanno cercando di portare avanti i loro obiettivi contro l’Iran“.

Dopo la morte di Mahsa Amini, gli Usa avevano definito “imperdonabile” quanto accaduto. Il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, aveva espresso il suo pensiero.

Siamo profondamente preoccupati per la morte della 22enne Mahsa Amini, picchiata sotto custodia dalla polizia della moralità. Continueremo a ritenere i funzionari iraniani responsabili per questi abusi dei diritti umani” aveva dichiarato. Le proteste, intanto, vanno avanti.