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Irina e le sue due gemelline nate in un bunker sotto le bombe

La battaglia vinta da Irina e dalle sue due gemelline nate in un bunker sotto le bombe "dopo un viaggio in treno di 75 ore senza cibo e senza acqua"

Irina ha partorito le sue due gemelline malgrado la guerra

Arriva da Leopoli la storia di Irina e delle sue due gemelline nate in un bunker sotto le bombe. Commuove l’ennesima vicenda di una madre che sullo sfondo cupo della guerra della Russia all’Ucraina dà la vita mentre tutto intorno aleggia la morte.

Le due gemelline si chiamano Victoria e Valeria e pesano 800 grammi l’una e 1.200 grammi l’altra. Sono nate di sette mesi e dopo al fuga della loro mamma dalle bombe che hanno cominciato a battere anche la città al confine con la Polonia. E le due piccole sono nate a 600 chilometri da casa. 

Irina e le sue due gemelline: l’ennesima storia di coraggio

Le parole di mamma Irina spiegano bene quale sia stato già prima di vedere la luce il calvario delle due gemelline: “Sono arrivata a Lviv il primo marzo, dopo un viaggio in treno di 75 ore senza cibo e senza acqua”.

Quella di Irina è stata un’attesa in stazione di ore intere, incinta e prossima ad un parto prematuro, in mezzo alla folla colta dal panico. Ha raccontato la giovane madre ucraina: “Per fortuna con me c’era mio padre, settantenne”. E il padre di Victoria e Valeria? “Il mio compagno invece è rimasto a Kiev, a combattere”. E il racconto ha un lieto fine spiccio e bello che di questi tempi vale oro: “Poi appena sono arrivata qui ho messo al mondo le mie bambine”. 

Dal 24 febbraio in Ucraina nati 4.300 bambini

Il Corriere della Sera fa sapere che assieme ad Irina a Leopoli sono arrivate da Mariupol anche Anastasiya e Kateryna, terrorizzate dagli orrori a cui fino a poche ore prima avevano dovuto assistere. I dati Unicef sono chiari: dal 24 febbraio, giorno dell’invasione, in Ucraina sono stati almeno 4.300 i parti. Quasi cinquemila bambini nati sotto un cielo attraversato dai razzi invece che dalle nuvole.

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