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Isola di Pasqua, un incendio danneggia le enormi statue in pietra

Isola di Pasqua incendio

Un numero imprecisato di moai è "completamente carbonizzato". Le fiamme probabilmente di origine dolosa.

Le misteriose sculture dell’isola di Pasqua (Rapa Nui), in Cile, sono state danneggiate, alcune irreparabilmente, da un incendio.

Come riportato dalla Bbc, che ha citato il sottosegretario ai Beni culturali del Paese, Carolina Perez Dattari, le fiamme hanno avvolto un numero imprecisato di queste statue di pietra, chiamate moai.

L’incendio sull’isola di Pasqua sarebbe stato intenzionalmente appiccato

L’incendio, divampato lunedì 3 ottobre 2022, ha colpito un terreno di “quasi 60 ettari”, come ha dichiarato Carolina Perez Dattari. Le fiamme avrebbero avuto origine dolosa e si sono sviluppate intorno al vulcano Rano Raraku.

Il sito è stato nuovamente chiuso appena tre mesi dopo essere stato riaperto in seguito al lungo stop dettato dal Covid-19 e alcuni esperti stanno valutando i danni.

“I danni sono irreversibili”

“I danni causati dall’incendio sono irreversibili”, ha commentato il sindaco dell’isola di Pasqua, Pedro Edmunds. Secondo il direttore della comunità Ma’u Henua, Ariki Tepano, responsabile del parco nazionale, l’incendio è stato “irreparabile e con conseguenze che vanno al di là di ciò che gli occhi possono vedere”.

I moai “sono completamente carbonizzati“, ha scritto Tepano sulle pagine web ufficiali del parco. 

Cosa sono i moai?

Sull’isola di Pasqua ci sono quasi 1.000 moai, che rappresentano delle teste gigantesche, alte circa 4 metri. Queste statue sono state scolpite da una tribù polinesiana più di 500 anni fa. L’isola si trova a 3.500 chilometri dalla costa cilena e la sua economia è fondata sul turismo.

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