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Israele bombarda Gaza: distrutto il grattacielo al-Jala, sede dei media

Il grattacielo al-Jala di Gaza, sede degli uffici dei media, è stato bombardato dall’esercito di Israele: l’attacco è stato comunicato con un breve preavviso.

Israele

Il recente intensificarsi delle tensioni che caratterizzano il rapporto tra Israele e la Palestina si è tradotto, nel corso delle ultime ore, in ripetuti attacchi scambiati tra i due Stati. In questo contesto, si inserisce il recente bombardamento del cosiddetto “palazzo dei media” e di altri edifici a Gaza, ordinato da Israele dopo aver comunicato un breve preavviso.

Israele bombarda Gaza: distrutto il grattacielo al-Jala, sede dei media

Nella giornata di sabato 15 maggio, l’esercito israeliano ha bersagliato il grattacielo al-Jala, situato nel cuore di Gaza. Il grattacielo ospita numerosi uffici dei media, tra i quali figurano i locali occupati dall’agenzia di stampa statunitense Associated Press e quelli di Al Jazeera: per questo motivo, la struttura era nota anche come il “palazzo dei media”. Accanto ai locali riservati ai media, poi, gli altri piani erano utilizzati principalmente da uffici commerciali.

Ciononostante, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno affermato che il palazzo rappresentava, in realtà, un nascondiglio della forza terroristica Hamas.

Il bombardamento si è verificato a distanza di circa un’ora dall’annuncio diramato dall’esercito israeliano, attraverso il quale veniva ordinato a tutti i presenti all’interno dell’edificio di evacuare la struttura che è stata colpita con due razzi e con un attacco aereo.

La misura, inoltre, è stata adottata in risposta ai 2.300 razzi scagliati contro Israele da Gaza, nel corso della notte tra venerdì 14 e sabato 15 maggio.

Israele bombarda Gaza: le dichiarazioni dell’IDF

In seguito all’abbattimento del grattacielo al-Jala e alla sua trasformazione in un obiettivo militare, il portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato: “Hamas, a Gaza, usa edifici elevati per fini militari come la raccolta di informazioni di intelligence, la progettazione di attacchi, operazioni di comando e controllo, e per le comunicazioni – e ha aggiunto – quando Hamas utilizza un edificio elevato per fini militari, esso diventa un obiettivo militare legittimo. Il diritto internazionale è chiaro”.

L’IDF ha anche specificato, con la pubblicazione di un messaggio pubblicato su Twitter, che il bombardamento è stato organizzato “in risposta agli oltre 2.000 razzi lanciati da Gaza verso Israele, nella notte sono stati sferrati cinque raid in cui sono stati colpiti il quartier generale dell’intelligence militare di Hamas”. Inoltre, il tweet dell’IDF specifica anche che “Hamas sta pagando il prezzo del suo terrore”.

Israele bombarda Gaza: la reazione degli Stati Uniti

In merito al drammatico e improvviso avvenimento, il presidente e CEO dell’agenzia USA Associated Press, GaryPruitt, ha ammesso di sentirsi “scioccato e inorridito dall’inquietante attacco israeliano” rivolto al grattacielo al-Jala.

Inoltre, il presidente e CEO dell’AP ha precisato: “Questo episodio rappresenta uno sviluppo incredibilmente inquietantedella situazione. Abbiamo evitato per un soffio la perdita di vita umane – e ha sottolineato – adesso il mondo sarà meno informato su quello che accade a Gaza”.

La distruzione del palazzo dei media, poi, è stata commentata anche dalla Casa Bianca che, attraverso la diffusione di una nota ufficiale, ha asserito: “La sicurezza dei media è una responsabilità essenziale”.

Il presidente di Israele Benyamin Netanyahu, infine, ha recentemente avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden incentrata su quanto avvenuto con l’attacco del grattacielo a Gaza. In questo contesto, il premier israeliano ha spiegato che Israele “fa tutto il possibile per evitare di colpire persone innocenti”, ribadendo che “le torri attaccate dall’esercito, al cui interno c’erano obiettivi terroristici, sono state sgomberate dalle persone non coinvolte”.

Israele bombarda Gaza: bilancio delle vittime e dei feriti

Il grattacielo al-Jala non rappresenta l’unico edificio bombardato dall’esercito israeliano. Tra gli altri obiettivi che sono stati colpiti da Israele, infatti, figura anche una casa di tre piani situata nella zona nord-occidentale della Striscia di Gaza: il crollo dell’abitazione ha causato la morte di otto bambini e due donne.

Attualmente, il bilancio provvisorio delle vittime registrate entro i confini della Striscia di Gaza è pari a 139 morti, dei quali 39 sono bambini, mentre i feriti sono circa 950.

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