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Istruzione, Italia in Europa meglio solo della Romania

Statistiche che riguardano l'istruzione che non sorridono all'Italia. Laureati raddoppiati rispetto al 2002 ma solo penultimi davanti alla Romania

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L‘Istruzione è un po’ lo specchio di un popolo. Evidente come sia importante per poter migliorare anche la vita delle persone. Ma alcuni dati non rendono merito a questa situazione, soprattutto se guardiamo in casa nostra rispetto agli altri paesi dell’Area Europea.

La percentuale dei laureati nel 2016, con una età compresa tra i 30 e i 34 anni, è cresciuta di fatto in tutti i paesi membri rispetto al precedente sondaggio datato 2002. Purtroppo però l‘Italia ha una percentuale tra le più basse dell’Europa stessa.

Raggiunge solamente il 26,2%. Lo rivela uno studio effettuato da una nota agenzia di statistica. La percentuale ottenuta è superiore solamente a quella della Romania che si attesta al 25,6%.

Le persone che hanno conseguito almeno un titolo di studio superiore sono comunque raddoppiate rispetto alla precedente statistica inerente sempre all’anno 2002. A quel tempo si attestava al 13,1%.

Al momento al primo posto in questa speciale gradutoria si trova la Lituania, quindi Lussemburgo, Cipro e Irlanda. Italia comunque che ha raggiunto di fatto il proprio obiettivo e ora punta a quello del 2020 nel quale la strategia Europea prevede che si raggiunga la percentuale del 40% di laureati.

Importante per un paese industrializzato riuscire a raggiungere questi obiettivi che sono assolutamente prioritari per migliorare il proprio stile di vita e comunque anche innalzare la media nazionale per poter poi competere con gli altri paesi dell’area europea.

Se si guarda poi agli studenti che abbandonano la scuola, ecco che la Croazia ha la percentuale minore mentre agli antipodi c’è Malta con un numero di percentuale superiore a tutte le altre Nazioni.

L’Italia è, purtroppo, al quinto posto tra le peggiori. Davanti a se solamente la Spagna, il Portogallo e la Romania.

Purtroppo nel nostro paese sono ancora troppi gli studenti che non concludono gli studi. Migliorare questa percentuale è molto importante in quanto può aiutare il Paese stesso a crescere in maniera positiva.

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