Italia: allarme Petrolio e non allarme gas! - Notizie.it
Italia: allarme Petrolio e non allarme gas!
Economia

Italia: allarme Petrolio e non allarme gas!

Sono alcuni giorni che si susseguono le notizie dal nord Africa e dalla Libia in particolare, rivolte, scontri, repressione senza pietà, per chi manifesta il proprio dissenso politico, esistenziale ed esplicita nella piazza il malcontento economico in cui vivono.
Il problema immediato per il nostro paese ha due facce: una è quella di dover affrontare le popolazioni in fuga che approda sulle nostre spiagge, con tutti i problemi relativi che questo comporta. Il secondo è quello riguardante l’erogazione del gas e la fornitura di petrolio, entrambi si potrebbero fermare portando con sé conseguenze economiche devastanti, compromettendo la debole ripresa economica che sta avvenendo al momento, con il rischio di interrompersi ancora una volta.
Adesso focalizziamo il nostro interesse su quello che ci riguarda più da vicino da un punto di vista economico e di conseguenza energetico. Ci sono prospettive concrete che il tubo del gas che rifornisce l’Italia possa rimanere a secco, con l’ottica di rimanerci a lungo.

Il nostro ministero degli esteri, portavoce ufficiale del governo nella sua politica estera, non si è schierato contro il Rais della Libia e non si schierato a favore della piazza che chiedeva riforme e una dignità economica che gli permettesse di vivere una dimensione umana. Questo porsi in modo ambiguo ha fatto si che il Colonnello Gheddafi si adirasse con noi, accusandoci di aver rifornito le armi ai manifestanti e dall’altra gli uomini che animano la piazza ci accusano di sostenere il dittatore libico nella sua politica di repressione. In poche parole per noi si mette male. Rischiamo di avere qualche problema con il gas e le forniture di petrolio.
Al momento non ci sono complicazioni, si stanno prendendo contro misure adeguate al problema, ieri si è riunito al ministero dello Sviluppo il comitato d’emergenza composto dal ministro Paolo Romani , dal sottosegretario Stefano Saglia e dai direttori delle società coinvolte nella questione energetica.
I fattori che sono stati tenuti in considerazione sono di varia natura, difficili d’attuare per la magmatica situazione che si presenta nella nazione nord africana.

Nel frattempo c’è stato un comunicato dell’Eni che dichiarava di mettere il gasdotto di Greenstream in sicurezza e per questo sarebbe stato chiuso. Infatti, alcuni impianti si trovano sprovvisti di personale dato che molti lavoratori non si sono presentati, con l’inevitabile conseguenza di sospendere l’erogazione e mettere in sicurezza le strutture di distribuzione. La stessa cosa ha fatto la casa spagnola che fornisce il gas, la Repsol, e insieme alle compagnie petrolifere hanno dichiarato che al momento lasciano il paese finché non si delinea uno scenario politico adeguato per la ripresa delle relazioni commerciali.
Il deficit di gas in cui si dovrebbe trovare il nostro paese, al momento ordinario, potrebbe essere un colpo assorbibile. Se diamo uno sguardo ai consumi giornalieri di questa stagione invernale vediamo che l’import che arriva in Sicilia è un po’ meno del 10% di quello totale, e un po’ meno dell’8% sul consumo nazionale. Infatti, dalla Libia giungono circa 20 milioni di metri cubi al giorno, contro i 96 dell’Algeria, 63 dalla Russia, 30 dal Nord Europa.

Non bisogna dimenticare la produzione nazionale e i relativi stoccaggi, tutto questo ci fa capire che potremmo ovviare alla carenza del gas libico.
Molto più delicata e forse compromessa è la prospettiva petrolifera, per il semplice fatto che il personale portuale libico non effettua carichi sulle navi cisterna. Il nostro problema reale è quello che la Libia fornisce l’Italia del suo greggio in una percentuale importante come quella del 23%, un eventuale blocco ci spingerebbe a ricercare altri fornitori, sicuramente non si trovano nell’immediato con tutte le conseguenze del caso.
Il problema non è dato dall’eventuale carenza di gas ma quello di doversi rifornire del greggio necessario al nostro paese, l’omessa erogazione da parte del gasdotto di Greendream mette in condizioni l’Eni di uscire fuori da una crisi importante in cui si trova, andando a risparmiare notevolmente e al tempo stesso risollevare i conti, già da tempo in rosso.

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