I figli dei ministri e il posto fisso: tutti i casi di raccomandazione in Italia
Italia, il paese della raccomandazione? L’opinione del web
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Italia, il paese della raccomandazione? L’opinione del web

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Ci si chiede il motivo per cui i figli dei Ministri siano così geniali ed ottengano il posto fisso in tenera età. Un'eredità congenita?

Il posto fisso esiste ancora? Nel campo giuridico si dice che “La legge è uguale per tutti” e la classica bilancia, che indica la parità dei diritti e dei doveri dei singoli cittadini è ben visibile in ogni aula dei tribunali. Il detto: “Tale padre e tale figlio” aggiunge un’informazione genetica. In questa logica prendiamo in considerazione i figli delle “persone importanti“. Allo stesso tempo, anche la gente comune con uno stipendio irrisorio.

Ci sono stati casi, e non pochi di studiosi, che con due master, stanno completando il dottorato all’estero. In Italia, per accedere al mondo del lavoro si dovrebbe possedere una semplice parolina, o meglio ciò che essa rappresenta, la raccomandazione. Detta al momento giusto ed alla persona idonea, con questa parola si aprono anche le porte blindate.

La Legge è uguale per tutti e il lavoro?

C’è chi è convinto che un titolo di studio elevato porti a un lavoro assicurato. Non è sempre vero. Inoltre come ci si arriva alla laurea, soprattutto per chi in famiglia non arriva a fine mese? “Ciò che conta non è la preparazione che hai ma chi conosci”, accusa Carrai, secondo quanto dichiarato ad AP in una testimonianza rilasciata su “Class of 2012”.

Si dice, o si crede che la genetica valga sempre, sia nel caso dei ministri, che in quello dei disperati.

Se questo fosse vero, perchè gli scienziati non hanno ancora individuato i geni fortunati, che assicurano lavoro e una vita decente per tutti? Glielo chiederemo alla prima occasione.

Tutti di una genialità autentica, uno o più posto fisso, compensi da favola. Se per una volta si parlasse di come essere in grado di fornire gli stessi mezzi a tutti, probabilmente ci accorgeremmo chi sono i veri geni e chi invece i raccomandati. Questo è ormai un discorso molto popolare. Durante la puntata delle Iene e ormai ovunque, se ne è discusso abbondantemente.

E’ d’obbligo ricordare l’articolo 3 della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

La spiegazione di Marco Pacetti, Rettore del Politecnico di Ancona sembra sia questa: “Negli Stati Uniti la rete di conoscenze è sì importante, ma bisogna soprattutto essere in gamba. In Italia invece, nessuno crede che coloro che si affidano alla raccomandazione abbiano anche competenza e merito”. “È questa la differenza fra una lettera di raccomandazione e una “raccomandazione”, aggiunge Pacetti con riso beffardo. In America, “chi scrive la lettera di referenze, si prende la responsabilità di segnalare una persona preparata, non un idiota.” Sarà sempre vero?

Secondo Gayle Allard, professore americano di Economia Manageriale presso la IE Business School di Madrid, circa il 95% degli impieghi in Spagna sono il frutto di conoscenze. “È una delle cose che più mi hanno colpito della Spagna”, sostiene Gayle Allard. “Per cambiare lavoro, devi avere la tua rete di contatti”.

I figli dei Ministri con posto fisso: chi sono

GIOVANNI MONTI (figlio di Mario)

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Giovanni ha solo 39 anni. Egli aveva da poco superato i 20 anni, l’età del divertimento ed era, così giovane in associazioni per gli investimenti bancari. Faceva quindi parte della Goldman Sachs.

All’interno della stessa in cui il padre Mario riveste un altissimo ruolo: International Advisor. Giovanni, alla tenera età di 25 anni faceva parte della direzione di Bain & company. Qui rimarrà fino all’anno 2001. Dal 2004 al 2009, fino a quando approderà alla Parmalat, Giovanni Monti ha prestato la sua attività lavorativa a Citigroup.

Quindi a Morgan & Stanley: a Citigroup come responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo. Alla Morgan si è preso cura in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York.

SILVIA DEAGLIO (figlia di Elsa Fornero)

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Silvia ha 37 anni. Da quando ne aveva 24 anni e svolgeva un dottorato in Italia, lavora presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard il prestigioso college di Boston. La figlia del ministro ha iniziato l’insegnamento della medicina a soli 30 anni.

Divenuta un’ associata all’università di Torino a 37 anni con ben sei anni di anticipo all’età media di accesso in questo prestigioso ruolo. Vinse il concorso a Chieti, nel 2010, nella facoltà di Psicologia. In seguito fu chiamata a Torino, che è l’università dove insegnano mamma e papà, precisamente nell’ottobre 2011.

E’ stata capo unità di ricerca all’Hugef la Deaglio. Questo è stato certamente titolo preferenziale. Lo ha ottenuto nel settembre 2010. All’epoca era all’inizio del lavoro accademico. Ricordiamo che la commissione di esame, in quel frangente l’ha nominata docente di seconda fascia. l’Hugef è finanziato dalla Compagnia di San Paolo, all’epoca vicepresieduta da mamma Elsa Fornero.

PIERGIORGIO PELUSO (figlio di Annamaria Cancellieri)

CONVEGNO RISTRUTTURAZIONI AZIENDALI

La laurea è appena arrivata e Piergiorgio è già all’Arthur Andersen. Lo accolgono in seguito enti e dirigenze bancarie tra cui Aeroporti di Roma, come consigliere d’amministrazione, Gemina, consigliere, Capitalia, Credit Suisse First Boston e Unicredit. Dulcis in fundo, solo poco tempo fa, alla Fondiaria Sai dove ora ricopre il ruolo di direttore generale con compenso da 500mila euro all’anno.

MICHEL MARTONE (figlio di Antonio)

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Ed ecco il figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione. Si tratta di un grande amico di Previti e Dell’Utri e Brunetta, che l’ha nominato presidente dell’authority degli scioperi. Da questo incarico si è dimesso, perchè testimone nell’inchiesta P3.

Michel Martone ha avuto una carriera universitaria molto rapida. Un dottorato a soli 23 anni all’università di Modena. A 26 anni è diventato ricercatore di ruolo all’università di Teramo. A 27 anni egli diviene professore associato.

Tra gennaio e luglio 2003, giunse al secondo posto su due candidati, al concorso, altri 6 si erano ritirati. Ha presentato due monografie, una provvisoria,non ammissibile. Ebbe 4 voti positivi su 5, con il parere negativo di Franco Liso, contro i cinque voti positivi ricevuti dall’altra candidata, 52enne con due lauree e 40 pubblicazioni. Nonostante questo fu Martone ad ottenere il posto da ordinario. A 37 anni diventerà viceministro del governo Monti.

Il problema delle raccomandazioni non si riduce solo all’opportunità di trovare o meno un impiego,” sostiene Mandrone. “Piuttosto, il problema risiede nel fatto che in questo modo si sottrae lavoro a una persona più preparata.” Secondo Mandrone, il prezzo del sistema raccomandazione nella società e nell’economia italiane non è stato quantificato in termini finanziari, ma è chiaramente “enorme”.

Italia, la raccomandazione spacca il web

Italia, Paese basato sulle raccomandazioni? La domanda è lecita visti i tanti casi registrati negli ultimi venti anni. Nonostante ciò, la risposta non è scontata. Infatti, se da un lato c’è chi denuncia questo tipo di pratica come abominevole e vergognosa, dall’altro c’è chi crede che sia l’unica soluzione per poter andare avanti. Insomma, due pensieri diametralmente opposti che hanno creato una sorta di spaccatura nel web. Questione etica contro praticità, qual è la strada giusta? Chi ha ragione? Sicuramente a prevalere è il principio etico: chi vale di più e chi ha dato tutto se stesso per specializzarsi in un determinato settore, merita di avere un lavoro.

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