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Juve Stabia-Braglia: è rottura
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Juve Stabia-Braglia: è rottura

Sarà anche incondizionata la fiducia nella società nei confronti di Piero Braglia, ma qualche strascico il pessimo inizio di campionato della Juve Stabia l’ha lasciato. A parole il conducator della promozione non rischia nulla, eppure non poche scelte di formazione sono state ritenute non indovinate dalla dirigenza: a partire dall’ostracismo nei confronti di Erpen, uno degli acquisti più interessanti dell’estate ma confinato in panchina per le prime due giornate, fino alla predilezione per Raimondi, che lo stesso Braglia ha rivoluto con sé anche quest’anno ma che finora non ha ripagato la fiducia con prestazioni all’altezza.

Il tutto si unisce ad una generale impressione di inadeguatezza alla categoria lasciata dalla squadra nelle ultime partite: tanto contro il Brescia che a Livorno la Juve Stabia è stata perfettamente in partita fino al momento dello svantaggio, per poi sciogliersi, come in preda ad un ineluttabile fatalismo. Inaccettabile per una squadra oggettivamente povera (e di questo, forse, dovrà risponderne il dg Di Somma) ma che proprio per questo dovrebbe essere animata da quel sacro furore indispensabile per lottare nei quartieri bassi.

Forse Braglia ha capito tutto questo, ha percepito i non detto, al punto da squarciare la settimana con un annuncio che non può lasciare indifferente la società: “A fine stagione lascio la Juve Stabia, anche in caso di salvezza.

L’ambiente che si è creato intorno alla squadra non mi piace” ha dichiarato il vulcanico tecnico toscano. A che pro? Pensare oggi a ciò che accadrà a giugno è quantomeno intempestivo, e certe parole non fanno che svelare un certo malcontento del tecnico, di fronte ai malumori di una piazza e di una società nei confronti delle quali Braglia ritiene di essere in credito, dopo l’insperata promozione. Sono trascorsi appena tre mesi dal clamoroso no allo Spezia, pronta a fare ponti d’oro per metterlo sotto contratto, ed oggi si consuma un divorzio seppur differito.

Concetti di fatto espressi poco dopo: “”Non condivido le polemiche dei giorni scorsi. Questa squadra un mese fa veniva elogiata ed esaltata, ora invece viene criticata. Certo, i risultati non sono dalla nostra parte ma io sono fiducioso e credo fermamente nella salvezza. La squadra, soprattutto nei secondi tempi, subisce un calo psicologico ma ci dobbiamo semplicemente sbloccare, poi la nostra forza uscirà fuori“.

Parole chiarissime, alla Braglia, con destinatari la piazza ma soprattutto la società.

Ma anche parole in codice: perché da oggi le possibilità che il tecnico porti a termine la sua stagione alla guida delle vespe si sono quasi azzerati. Ed il redde rationem potrebbe già essere la sfida di sabato al Menti contro il Pescara.

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