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Katinka Simonse: le sue borse fatte con animali investiti

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É giusto, quando si tratta un argomento, dare le versioni di entrambe le campane. Dopo aver raccolto le denuncie di animalisti per il web dove si manifestava l’orrore gli oggetti creati da Katinka Simonse abbiamo deciso di considerare un’altro punto di vista.

Raccogliere altre voci. Katinka Simonse utilizza animali morti ma non è lei ad ucciderli. Si tratta di cani e gatti investiti (a proposito, chi investe un animale e lo lascia crepare in terra senza far nulla è un criminale) o morti per malattia. La Simonse racconta, addirittura, di aver tentato di salvare un cane durante un suo viaggio in Gambia. Alcuni ragazzi tiravano delle pietre agli animali. Il giorno dopo la Simonse ha pagato alcuni ragazzi del luogo affinché le portassero uno di quei cani.

La donna ha portato l’animale dal veterinario, sembrava stesse bene, poi, stando al racconto della donna, pochi giorni dopo, il veterinario le ha comunicato la morte dell’animale. Da mostro a protettrice degli animali? Probabilmente no. Come spesso accade, in questi casi, la verità sta nel mezzo. La Simonse ha realizzato la sua “prima opera” con il suo gatto. Lo ha ucciso perché, stando al suo racconto, l’animale era depresso.

Dal suo punto di vista, farne una borsa, era il suo modo per tenere il suo “caro gattino” sempre con lei.

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