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L’opinione di Natale Cassano

Khabane Lame, l’italiano più seguito sui social non ha la cittadinanza italiana

Ora ci ritroviamo con il più grande tiktoker italiano, che però non viene riconosciuto come italiano. Siamo o non siamo il Paese delle contraddizioni?

tiktoker italiano più seguito al mondo

L’altro giorno il mio video era sui megaschermi di Tokyo e sotto c’era scritto: tiktoker italiano”. Nell’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa da Khabane Lame c’è tutta l’incongruenza italiana su un tema, quello della cittadinanza, che torna sempre, immancabilmente a far discutere.

Khabane non è cittadino italiano, anche se è con questo aggettivo – italiano – che è conosciuto in tutto il mondo, soprattutto tra i giovanissimi. Il 21enne è una star di TikTok, dove può vantare 53 milioni di follower. Su Facebook ha superato un traguardo notevole: più ‘like’ del suo fondatore, Mark Zuckerberg, che ha persino lasciato un commento di apprezzamento nel post in cui Kabhy Lame – questo il suo nickname – annuncia la novità.

Eppure per Khabane godersi questo successo è più complicato del previsto, visto che il 21enne residente a Chivasso da quando aveva un anno non ha ancora la cittadinanza italiana, ma solo quella del Senegal.

E così ancora una volta ci siamo resi protagonisti di una brutta figura a livello internazionale, perché quando Khabane andrà negli Stati Uniti per una convention che lo vedrà ospite, probabilmente racconterà – nella migliore della ipotesi in una conversazione privata – delle difficoltà nell’avere il visto, dato che lo Stato che lo ha accolto da due decenni ancora non lo riconosce come suo cittadino.

La storia di Khaby è particolare ma non unica.

È la storia di tanti immigrati che faticano ad accedere ai servizi basilari perché non riconosciuti dallo Stato italiano e che devono fare i conti con le dinamiche populiste di chi dice – anche nel caso di Khabane – che si tratta di una “risorsa” di cui possiamo fare a meno. Dimenticando, forse, che il mondo degli influencer è un’economia importante in cui investono grandi aziende e che la storia di Khabane è quella di una persona che ha patito.

Ancora oggi vive nelle case popolari in cui è cresciuto dall’arrivo in Italia con i genitori. Lavorava in un’azienda come addetto per le macchine a controllo numerico fino al primo lockdown, quando ha perso il lavoro; è allora che si è avvicinato ai social network. E ora ci ritroviamo con il più grande tiktoker italiano, che però non viene riconosciuto come italiano. Siamo o non siamo il Paese delle contraddizioni?

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