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Kim Wall: ritrovata la testa della giornalista danese scomparsa

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Ritrovata la testa di Kim Wall, la reporter scomparsa dopo essere salita a bordo del sottomarino di proprietà dell’inventore danese Peter Madsen.

Kim Wall adesso potrà riposare in pace. Trascorse diverse settimane da quando è stato ritrovato il suo corpo smembrato, recuperato in mare da alcuni sommozzatori, adesso è il momento del rinvenimento della testa e delle gambe della donna. Come si era ipotizzato qualche giorno fa, potrebbe essere stata fatta a pezzi.

Si presume, dunque, che la giornalista sia stata uccisa dal filantropo Peter Madsen, l’ultima persona ad averla vista viva. La donna, i cui resti sono stati ritrovati nei fondali della baia di Koge, era stata ospite dell’uomo che aveva costruito un sottomarino e che aveva invitato Kim Wall a fare un giro di prova. Lei, di comune accordo con lui, avrebbe dovuto intevistarlo a proposito della sua singolare impresa.

La giornalista, dopo che il fidanzato ne aveva dichiarato la scomparsa, è stata cercata in ogni dove, ma i sospetti si sono immediatamente concentrati su Madsen. Inizialmente lui aveva negato ogni responsabilità, però successivamente detenuto e indagato con l’accusa di omicidio, profanazione e occultamento di cadavere, ha provato maldestramente a difendersi.

L’uomo, messo alle strette, dopo aver negato ogni accusa, più volte contraddicendosi maldestramente, ha cambiato ancora una volta versione ammettendo, alla fine, che Kim Wall morì a bordo del sottomarino di sua proprietà, da lui costruito, ma negando di averla uccisa e mutilata:

“È morta per un incidente, per un guasto nel sottomarino, quando un elemento portante metallico pesantissimo le è caduto in testa, io ho semplicemente gettato la sua salma in mare.”, ha continuato a ripetere negli interrogatori.

In realtà la sua versione non è credibile, poichè la donna non solo è stata fatta a pezzi, ma sul suo corpo sono state rinvenute 14 coltellate.

Kim Wall

Kim Wall

Kim Isabel Fredrika Wall, è nata il 23 marzo 1987 e cresciuto a Trelleborg, nella regione di Scania della Svezia meridionale.

Ha frequentato la Malmo Borgarksola e ha partecipato a un programma internazionale di baccalaureato. Successivamente ha studiato presso la London School of Economics & Political Science, nella quale ha conseguito un diploma di laurea in relazioni internazionali nel 2011, che ha compreso diversi mesi trascorsi presso l’Università di Pechino.

Ha continuato conseguendo una laurea in giornalismo e affari internazionali presso la Columbia University di New York, per la quale ha ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Svezia-America.

Ha terminato i suoi studi conseguendo un Master in affari internazionali presso la Scuola di International and Public Affairs (SIPA) presso la Columbia University.

La notte tra il 10 e l’11 agosto 2017, la giornalista freelance svedese scomparve a bordo del UM3Nautilus UC3, un sottomarino privato, costruito dall’imprenditore danese Peter Madsen, nella baia di Køge, in Danimarca. Il sottomarino affondò in circostanze sospette la mattina dell’11 agosto; Madsen fu salvato in seguito.

Dieci giorni più tardi, il busto della donna è stato trovato lavato su una spiaggia nel sud-ovest di Amager. Madsen è stato accusato di omicidio colposo e, successivamente, omicidio, dopo che l’autopsia della Wall ha mostrato che era stata pugnalata più di 14 volte.

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