Kuphus poluthalamia: scoperto l'unicorno dell'oceano
Kuphus poluthalamia: scoperto l’unicorno dell’oceano
Curiosità

Kuphus poluthalamia: scoperto l’unicorno dell’oceano

Oceano

Gli abissi dei mari di tutto il mondo posso riservare stranezze impensabili. Ecco la scoperta del viscido Unicorno dell'Oceano.

Le meraviglie e le stranezze riservate all’uomo dai mari di tutto il mondo sono infinite. Ancora molto è da scoprire nei fondali più estremi, e ancora innumerevoli esseri sconosciuti all’uomo sono forse esistenti nei meandri dei profondissimi abissi oceanici. Al contrario di ciò che si pensa, l’umanità non ha potuto ancora osservare e studiare gran parte dei fondali, e chissà quali meraviglie essi contengono! Gli studiosi dell’Università di Farmacia dello Utah e della Northeastern di Boston, sono riusciti però a scovare un Kuphus poluthalamia. Questo termine scientifico, è stato attribuito tempo addietro ad un mollusco gigante residente nel Mar delle Filippine. L’essere era si a conoscenza degli studiosi, ma mai era stato possibile osservarlo. Gli studiosi hanno scavato al di sotto del fango, dove il mollusco vive, estraendo per la prima volta nella storia un’esemplare della lunghezza di un metro. Il mollusco infatti fa parte della famiglia delle teredini, e il suo guscio, simile ad una zanna di elefante, può arrivare anche a misurare un metro e mezzo di lunghezza.

Ecco cosa hanno trovato gli studiosi all’interno del guscio sottomarino:

Il Kuphus poluthalamia è stato documentato per la prima volta intorno al XVIII secolo, ma mai gli studiosi di tutto il mondo avevano potuto osservarlo prima d’ora. L’esemplare presenta una strana bocca bianca al termine del suo viscido corpo simile a quello di un serpente, e gli studiosi lo hanno definito in un modo molto particolare.

Kuphus poluthalamia: scoperto l'unicorno dell'oceano

Unicorno dei mari

I molluschi della famiglia delle Teredini purtroppo sono molto pericolosi per le navi che affrontano i mari di tutto il globo. Questi esseri infatti si nutrono principalmente di legno, tant’è vero che addirittura nel 412 a.C. i navigatori erano costretti a spargere una miscela di olio, zolfo e arsenico sugli scafi delle navi interamente costruite in legno. Questo venne fatto per evitare il danneggiamento delle imbarcazioni da parte di questi molluschi, i quali alla vista di così tanto ben di dio si attaccavano a migliaia agli scafi delle imbarcazioni divorando il legno con cui erano costruite.

Le navi quindi rischiavano l’affondamento, e la Gran Bretagna arrivò anche ad utilizzare il piombo per proteggere le proprie navi dalle Teredini. Il Kuphus però, al contrario dei suoi vicini parenti, vive immerso nel fango, e quindi il suo nutrimento non è dato per fortuna dal legno delle navi.

Di cosa si nutre il Kuphus

L’essere viscido trova si il nutrimento dalle fibre di legno, ma vivendo immerso sotto il fango si ciba delle sostanze derivanti dalla decomposizione di legno e vegetali in questo habitat. Di conseguenza, l’animale si nutre principalmente di Zolfo. Grazie a questa sua abilità, l’Unicorno può raggiungere dimensioni impensabili per gli stessi esemplari della sua specie, grazie anche alla presenza di molti batteri all’interno del corpo dell’animale, che elaborano il cibo con cui si nutre. Così riferisce il Professor Dan Distel del Marine Science Center della Northeastern University a proposito del Kuphus: “Non c’è molto che limiti la loro crescita, con una fonte illimitata di energia proveniente dai solfuri.” Il ritrovamento di questo esemplare non è stato assai facile, ma ora forse gli studiosi potranno tentare di comprendere i meccanismi biologici alla base del ciclo vitale dei Kuphus.

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