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L’accusa di Zelensky: “Più di 500mila ucraini già deportati in Russia”

L’accusa di Zelensky sulle "ricollocazioni" decise da Putin: oltre 500.000 ucraini sono stati portati con la forza in Russia.

Volodymyr Zelensky

L’accusa di Volodymyr Zelensky è pesantissima e fatta di numeri impressionanti: “Più di 500mila ucraini sono stati già deportati in Russia”. Il presidente ucraino ha denunciato in queste ore che sono in atto da settimane confische e separazioni familiari. Il dato che il leader di Kiev ha reso noto è quello agghiacciante per cui oltre 500mila cittadini ucraini sono stati portati con la forza in Russia.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha spiegato anche le modalità di questo vero e proprio esodo.

“Già 500mila ucraini deportati in Russia”

A suo dire i russi cercano di trasferire gli ucraini deportati nelle regioni remote del Paese, confiscando documenti e oggetti personali e separando i bambini dai genitori per farli adottare da famiglie russe. E la denuncia di Zelensky fa il paio con quella lanciata pochi giorni da dalla responsabile dei diritti umani del Parlamento ucraino, Lyudmila Denisova: “Le truppe russe hanno deportato con la forza più di 600.000 ucraini, inclusi circa 121.000 bambini, in Russia”.

La denuncia della parlamentare Denysoia

La Denysoia aveva postato su Facebook quelle cifre, alludendo in particolare a quanto avvenuto nella città temporaneamente occupata di Izyum, nella regione di Kharkiv. Nella denuncia, riportata in queste ore da molti media, si parla di ricollocazioni forzate operate dalle truppe di Putin in Siberia e perfino nella zona adiacente al Circolo Polare Artico.

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