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L’ex commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri rischia il processo

Assieme ad altri 10 indagati Domenico Arcuri rischia il processo per le maxicommesse di dispositivi di protezione individuale durante la pandemia

L'ex commissario Domenico Arcuri

Dopo lo step procedurale di queste ore l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri rischia il processo. A lui ed ai coindagati nella delicata inchiesta sono stati notificati gli avvisi di conclusione contestuale delle indagini. Attenzione: il 415 bis Cpp non è automaticamente “l’anticamera” del processo e men che mai sottintende colpevolezza, quella matura solo con la prova in dibattimento.

Tuttavia con la chiusura indagini si arriva ad un passo procedurale in cui la mossa successiva è quella con cui la Procura, nello specifico quella di Roma, chiede al gip che l’indagato venga processato o che il fascicolo venga archiviato.

Domenico Arcuri rischia il processo

Con Arcuri che è indagato per abuso d’ufficio, i magistrati hanno notificato l’avviso di chiusura indagini ad altre 10 persone. Fra loro l’imprenditore Mario Benotti, iscritto per traffico di influenze illecite, e Antonio Fabbrocini, per frode pubblica, falso ed abuso d’ufficio.

Ma cosa viene contestato ad Arcuri? “In qualità di pubblico ufficiale e in concorso con Fabbrocini e in unione e concorso per mutuo accordo con l’imprenditore Vincenzo Tommasi” costituito “intenzionalmente, in capo al Tommasi, con ciò abusando del loro ufficio, un’illecita posizione di vantaggio patrimoniale”.

La maxi commessa di mascherine cinesi

In buona sostanza Arcuri avrebbe approfittato del suo ruolo per favorire terze persone in un affare sulle maxicommesse da 72 milioni di euro per l’acquisto di 801 milioni di mascherine provenienti da tre diversi consorzi della Cina avvenuto durante la prima ondata della pandemia.

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