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L’ex vicesegretario Nato: “Meglio non mandare uomini in divisa, si rischia una guerra mondiale”

“Meglio non mandare uomini in divisa, chi impedirebbe ai Mig russi di volare sull'Ucraina? Queste sarebbero interferenze”: il parere di un vero esperto

Alessandro Minuto Rizzo

In una intervista al Messaggero l’ex vice segretario generale della Nato e diplomatico Alessandro Minuto Rizzo lo ha fatto capire molto chiaramente: è meglio non mandare uomini in divisa dell’Occidente atlantico nello scacchiere ucraino perché così si rischia una guerra mondiale.

Rizzo ha anche sottolineato come l’invasione da parte della Russia sia stata tutt’altro che “una passeggiata militare e che non avrebbe incontrato nessuna resistenza”.

L’avvertimento: “Meglio non mandare uomini in divisa”

E questo perché Putin “deve aver ricevuto informazioni sbagliate, non complete dalla componente filo russa in Ucraina, secondo cui sarebbero stati accolti in un certo modo. Così non sta avvenendo”. L’altro rischio è quello della no fly zone nei cieli ucraini: “Chi impedirebbe ai Mig russi di volare sull’Ucraina? Queste sarebbero interferenze che ci potrebbero portare alla terza guerra mondiale”.

E secondo Rizzo il limite invalicabile dovrebbe essere proprio questo: “C’è una linea rossa che non bisogna superare. Abbiamo visto che le forniture belliche vengono condannate da Mosca, il Cremlino si lamenta ma noi andiamo avanti lo stesso. Questo va bene”.

“I polacchi tengano bene i nervi saldi”

“Però stiamo attenti a non spedire volontari, uomini in divisa, questo non verrebbe più accettato e sarebbe un casus belli.

I polacchi devono avere i nervi saldi, non farsi trascinare dai sentimenti e non intervenire. Sarebbe una catastrofe”. E su cosa possa aver determinato il mezzo stallo che le truppe della Federazione stanno vivendo Rizzo ha chiosato con lucidità: “Un mix tra un’impreparazione russa e la sottovalutazione della reazione ucraina. Ci sono stati casi in cui è mancato il carburante ai mezzi dell’esercito, i carri amarti si sono impantanati.

C’è stata l’incertezza strategica dei primi giorni dove si cercava di non attaccare le città. Si circondavano i centri abitati per far in modo che si arrendessero. Non è accaduto, i centri urbani resistono e per tutta risposta i russi li attaccano. Ciò determina grosse perdite umane da ambedue le parti e grande distruzione. Per questo all’inizio i russi esitavano”.

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