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L’immunologa Viola sul vaiolo delle scimmie: “Bambini e 40enni più a rischio”

Un virus già noto da 60 anni che all'improvviso desta preoccupazione e l’immunologa Antonella Viola dice la sua sulle cause del vaiolo delle scimmie

L'immunologa Antonella Viola

L’immunologa Antonella Viola Viola ha dato un suo parere all’Agi sul vaiolo delle scimmie ed ha spiegato che “bambini e 40enni sono più a rischio”. A parere dell’esperta dell’Università di Padova i casi rilevati nel pianeta ed anche in Italia avrebbero una precisa spiegazione e quella spiegazione passa per un dato: “Bambini e adulti nati dopo il 1981 sono più a rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie, ma ancora il numero dei contagi è basso per creare allarmismo“. 

L’immunologa Viola dice la sua sul vaiolo delle scimmie

Il livello di attenzione sul “monkeypox” è cresciuto dopo i numerosi casi degli ultimi giorni e il primo caso italiano identificato allo Spallanzani di Roma oggi, 19 maggio. Nello specifico si tratta di un uomo rientrato dalle Isole Canarie. In tutto fra Europa ed Usa ci sarebbero 66 contagi censiti di quel virus che non è affatto “nuovo”, non fosse altro per il fatto che è noto da oltre 60 anni, dal 1958.

Il vaiolo delle scimmie è diffuso soprattutto nell’Africa centrale e occidentale, ma riguarda gli animali selvatici e solo occasionalmente infetta gli umani. 

Pochi vaccinati e immunità calata

E sul perché i casi siano in aumento Viola ha detto: “Perché i giovani non sono vaccinati contro il vaiolo e quindi l’immunità a livello di comunità è calata”, spiega Antonella Viola. “Inoltre, i viaggi frequenti favoriscono la circolazione del virus. Non possiamo escludere però che il virus sia mutato e che sia diventato più trasmissibile per gli uomini“.

E in ordine alla possibilità di un ritorno all’obbligatorietà del vaccino anti vaiolo in Italia dopo lo stop del 1981 l’immunologa ha chiosato: “È troppo presto per trarre conclusioni. Finora il vaiolo delle scimmie non si è diffuso ampiamente negli esseri umani. Speriamo che anche questa volta i contagi si fermino a pochi casi”.

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