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L’ipotesi del Mattarella bis dietro ai 166 voti per il Quirinale: “Lui è il più adatto”

L’ipotesi del Mattarella bis dietro ai 166 voti per il Quirinale e i segnali chiari nella condotta di alcuni grandi elettori: “Lui è il più adatto”

Sergio Mattarella

Ci sarebbe l’ipotesi sempre più ventilata, anche se irrealizzabile per volontà del diretto interessato, di un Mattarella bis dietro ai 166 voti per il Quirinale durante la quarta chiama e “lui è il più adatto”. Chi lo dice fra i tanti? Il suo ex compagno di partito nella Democrazia Cristiana Paolo Cirino Pomicino, il cui giudizio espresso in una intervista a La Stampa va a fare massa critica con i pareri e le azioni di molti dei grandi elettori.

Mattarella bis e perché è il più adatto: i segnali inequivocabili delle urne e il Presutto-pensiero

Insomma, per una Emma Bonino che vuole Marta Cartabia c’è un pentastellato come Vincenzo Presutto che su Repubblica lo ha detto chiaramente: che Sergio Mattarella non voglia bissare è legittimo, ma che i grandi elettori proseguano a seguire l’usta della mission del meglio per il paese è altrettanto giusto. 

La fermezza da rispettare per il no dell’interessato ad un Mattarella bis, ma lui resta “il più adatto”

Lui l’ha messa così: “Intendiamoci: andava e va rispettata la fermezza con cui il nostro Presidente aveva annunciato la sua indisponibilità. E noi siamo leali col Movimento, ma non rinunciamo al nostro dovere di essere eletti funzionali: che devono proiettarsi verso il bene del Paese“. E Paolo Cirino Pomicino? Il suo appello è più netto e sbrigativo, questioni di etica di servizio: “Ci sono candidati adeguati, Pierferdinando Casini o la presidente del Senato Elisabetta Casellati, poi il futuro presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato.

E Gianni Letta, che per otto anni è stato sottosegretario alla Presidenza”. 

Paolo Cirino Pomicino e l’opzione di un Mattarella bis: “È il più adatto e se il Paese chiama deve rispondere”

Poi Cirino Pomicino esce di preambolo: “Ma oltre a questi il più adatto è Sergio Mattarella. Se non si dovesse trovare l’accordo, Mattarella non può non farsi carico dell’esigenza del Paese di avere autorevolezza politica alla presidenza della Repubblica”.

E poi: “Così come lui ha chiesto un sacrificio a Mario Draghi deve chiedere un sacrificio a se stesso e dichiararsi disponibile. In una situazione straordinaria, accanto ad un governo straordinario, per ragioni straordinarie, serve un Capo dello Stato autorevole. Col passare dei giorni sta diventando un dovere”. Per l’ex ministro dunque il bis è necessario, anche se lui vuole evitarlo: “Non c’è dubbio, è così. Lui assomma un’esperienza positiva al Quirinale con una cultura democratico-cristiana per cui in qualsiasi momento se il Paese chiama, tu rispondi. Come ha fatto Draghi”.

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