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L’Isola dei famosi 5 in 15 punti

  1. Una raffinata macellaia vestita da Nemo è la nostra sadica padrona di casa della quinta edizione dell’Isola dei Famosi.
  2. Una fatica immane è stata fatta per creare uno studio a forma di livello di Tetris.
  3. Dj Francesco, un inviato che è come l’olio cattivo nella bottiglia di marca, parte con un razzo nel sedere e una micro bomba piantata dietro il collo. Immaginate perchè.
  4. Ottimo cast di famosi, una botta di fortuna che manco alla lotteria, un team pronto a far finta di non azzannarsi perchè la capa ha dichiarato così.
  5. Dopo un anno trascorso, persino la non capacità di farsi capire di Simona è rimasta intatta:anche questo è bene.
  6. Quando si sdraia a terra parlando con i concorrenti quasi fosse a casa sua, mi fa pensare che l’Isola dei famosi è l’unico programma dove Simona Ventura è ancora Simona Ventura
  7. Come al solito c’è qualcuno che finge di essere determinato, qualcuno che lo è davvero e qualcun altro che è lì per un versamento in banca ed è assolutamente incompatibile con qualsiasi atto che preveda la parola coraggio.

  8. La carta della gente comune è vertiginosamente pericolosa, ma a quanto pare efficace.
  9. La strutturazione del gioco in due luoghi differenti in gruppi sostanziosi e sconosciuti ricorda molto la vicinanza con il buon vecchio Survivor di Italia 1: forse i tempi oggi sono maturi.
  10. Finalmente l’Isola dei famosi sembra davvero dei famosi.
  11. Giusto per aumentare il senso di fastidio, un lungo pistolotto su Luca Calvani che dal pubblico risuona alla voce del grandissimo chi se ne frega. Possiamo girare pagina se possibile?
  12. Cecchi Paone e Nicola Canonico sono senza cassa con i beni di prima necessità: ottimo. Se Manuela Villa non fosse triplicata fisicamente, Debora Caprioglio non gli fischiassero i denti mentre parla e Malgioglio non baccagliasse già i maschioni, rideremmo molto di meno.

  13. Incredibilmente interessanti le selezioni dei non famosi: ottimi nomi, ottime personalità, ottima presentazione sulla linea di Lost. Sembra tutto pensato con dovizia, esempio lampante le nomination a quattro passi dalla celebre doppia panca con bruciatura di foto: lo sberleffo e l’inganno a tre passi dal nemico (idea stilisticamente molto vicina alle nomination de La Talpa, mentre quelle dei non vip sembrano quelle di Operazione Trionfo).
  14. Gli ingredienti per questo quinto banchetto sacrificale ci sono tutti. Interessantissima la svolta soft trash con connotazione moralista e culturale della Ventura che cerca la pace, ma risponde ai nervosismi (del povero Cecchi Paone che piuttosto che offendere qualcuno fa le nomination con l’enigma incorporato, ad esempio) sputa veleno, come sempre adorabilmente.
  15. Quest’anno meno polemica e più sorrisi? E se fosse stata la polemica a generare i nostri sorrisi? Speriamo che si dimentichino delle buone intenzioni, e dei sinceri motivi talvolta perversi per cui noi da un quinquennio lo guardiamo.

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