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L'Ue lancia la rivoluzione del packaging: a cosa dovremo dire addio

Arriva la rivoluzione Ue nel packaging

L'Ue lancia la rivoluzione del packaging: a cosa dovremo dire addio ma Antonio D'Amato ha accusato la Commissione europea di "populismo e demagogia"

L’Ue lancia la rivoluzione del packaging con nuovi criteri fra cui maggior riuso ed aumento dei vuoti a rendere ma in Italia c’è anche chi grida alla “demagogia”, da noi e in Francia.

A cosa rinunceremo? Le nuove frontiere saranno all’insegna di più riuso, più vuoti a rendere e riciclo. Insomma, l’Europa punta tutto sull’economia circolare e lo fa con uno scopo preciso: abbattere i rifiuti del packaging. 

L’Ue lancia la rivoluzione del packaging

Sul delicato tema c’è una proposta di regolamento con target vincolanti al 2030 e 2040. E nel pratico dovremo dire addio alle bustine di zucchero nei bar oppure ai flaconcini di shampoo in hotel.

L’industria europea però non ci sta ed in prima linea ci sono Italia e Francia. Ad esempio, secondo i media, l’ex numero uno di C Confindustria, Antonio D’Amato ha accusato la Commissione europea di “populismo e demagogia”. 

Braccio di ferro fra Roma e Bruxelles

Fra le iniziative c’è quella con cui Bruxelles ha lanciato una etichetta di sostenibilità per le plastiche biodegradabili. Ma Roma non vuole sentirne parlare ed il governo italiano eccepisce alcuni punti importanti.

Lo scontro sui rifiuti da imballaggio ha connotazioni forti e ha come perno la combo “riuso-riciclo”. CI sono dati: nel 2020 ogni europeo ha generato quasi 180 chili di rifiuti e carta e cartone sono massa critica, con 32,7 milioni di tonnellate prodotte nel 2020.