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La Banca Centrale Europea non alza il costo del denaro
Economia

La Banca Centrale Europea non alza il costo del denaro

In questi giorni vista la delicata situazione politica ed economica che sta attraversando l’Europa, grazie alle rivoluzioni che si sono sollevate in tutto il nord Africa, la Banca centrale europea ha deciso di non alterare ulteriormente il costo del denaro in funzione della stabilità dei prezzi, una filosofia economica che da anni guida l’operato dell’istituto condotto dal francese Jean Claude Trichet.
Il Consiglio direttivo, con voto unanime, ha lasciato invariato all’1% il tasso di riferimento, all’1,75 il tasso marginale sui rifinanziamenti e allo 0,25% quello sui depositi. «La BCE fa quello che deve fare – come ha spiegato Trichet – quando c’è un funzionamento “anormale” del mercato».
Il tecnocrate transalpino ha precisato che «un aumento dei tassi potrebbe esserci nel corso della prossima riunione del Consiglio direttivo, ma non c’è nessun impegno in merito. Dipenderà molto dai dati disponibili che verranno comunicati». Infatti, la BCE vede l’inflazione al rialzo.

Nel 2011 nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi in una fascia compresa tra 2 e 2,6% e fra 1% e 2,4% nel 2012. Questo significa che la Banca Centrale europea non ha elementi certi per fare previsioni precise sulla andamento dei prezzi. «Certo – rassicura Trichet – i dati disponibili continuano a confermare una dinamica positiva dell’attività economica che si sta avendo dall’inizio dell’anno». Le esportazioni della zona euro dovrebbero beneficiare della ripresa economica a livello mondiale e per questo ne potrebbe usufruire a suo vantaggio anche la domanda interna.
Il pericolo reale e concreto per la ripresa economica nell’area dell’euro può subire una frenata per le politiche di aggiustamento dei bilanci pubblici e dalla crisi in atto che si è appena scatenata nei paesi nordafricani. I resoconti generali pervenuti dai paesi appartenenti all’Unione Europea, rilevano che il PIL dovrebbe crescere tra l’1,3 e il 2,1% nel 2011 e tra 0,8 e 2,8% nel 2012. Dati che per Trichet, sono «migliori» rispetto a quello degli anni precedenti, però confermano che la crescita economica del prossimo anno si potrebbe bloccare, anche in considerazione dell’instabilità politica nel quadro internazionale.
Trichet ha ammesso che «la situazione geopolitica rappresenta un elemento nuovo che si deve prendere in seria considerazione». La Banca Centrale Europea non vuole giudicare gli avvenimenti politici in corso, perchè questo compito spetta ai governi nazionali, certamente ne tiene conto per valutare la situazione generale e prendere le misure necessarie per far fronte ad una nuova crisi che si sta affacciando.

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