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La CGIL annuncia lo scipero contro la monovra economica
Economia

La CGIL annuncia lo scipero contro la monovra economica

Sciopero indetto per la fine di giugno. A deciderlo la CGIL per protestare contro la manovra economica

Il Segretario della CGIL, Gugliemo Epifani

Durissima critica di Guglielmo Epifani alla manovra economica del Governo Berlusconi, contro la quale il segretario della CGIL ha già annunciato una mobilitazione per il prossimo sabato e uno sciopero generale previsto alla fine di giugno.

Le motivazioni che portano il sindacato in piazza sono chiare e le parole di Epifani altretanto:

“La manovra economica varata dal governo italiano è priva di equità perché scarica i propri effetti sui lavoratori pubblici (in particolare misura) e privati e, attraverso i tagli pesanti e indifferenziati agli enti locali, su cittadini, precari, pensionati ; mentre non chiede niente alla rendita, ai patrimoni, alle imprese, ai redditi medio alti. E’ una manovra che divide il paese, colpisce il Mezzogiorno, a cui sono sottratti di fatto i fondi Fas, si accanisce contro il lavoro, colpisce in modo particolare i giovani, che hanno sempre minori prospettive per il proprio futuro, e non avrà nemmeno gli effetti auspicati sui conti perché, colpendo questi ceti, vanifica ogni prospettiva di rilancio dei consumi e dell’economia.

E’ un intervento che non contiene alcun principio riformatore né selettivo e a differenza delle manovre, pur molto pesanti, varate dagli altri governi europei“.

Una critica durissima da parte di Epifani che non ha mancato di lanciare delle stoccate anche a Cisl e Uil a causa del loro immobilismo:

Tutti i sindacati, indistintamente, scendono in piazza e si mobilitano contro i provvedimenti dei rispettivi governi, oppure la criticano. Solo due organizzazioni sindacali sono ferme in tutto il panorama europeo: Cisl e Uil. Anche la Ces ha deciso una mobilitazione europea per il 29 settembre prossimo. Cisl e Uil mostrano una subalternità verso le scelte dell’esecutivo. Se si mobilitassero con noi, se fossimo insieme il potere contrattuale del sindacato italiano, la forza d’urto sarebbe molto maggiore”. Poi attacca sulle pensioni, parla di aggravamento del quadro tanto per i lavoratori pubblici che per i lavoratori privati e gli autonomi, definisce “una cosa mai vista, un salto brutale di cinque anni che ci viene imposto dall’Europa, una cosa del tutto iniqua per le donne che si troveranno in quella fascia”.

Particolare attenzione Epifani ha posto sulla questione delle pensioni dei giovani e sulle riforme fiscali previste dalla manovra, a suo dire del tutto parziali e contraddittori:

“Non si può combattere l’evasione fiscale e contemporaneamente riproporre condoni; l’ipotesi di recuperare 8 miliardi dall’evasione sembra poi piuttosto aleatoria e questo fa temere che entro pochi mesi sarà necessaria un’altra manovra“.

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