La concorrenza politica tra i partiti rallenterà l’ammodernamento dell’economia russa | Notizie.it
La concorrenza politica tra i partiti rallenterà l’ammodernamento dell’economia russa
Economia

La concorrenza politica tra i partiti rallenterà l’ammodernamento dell’economia russa


La Russia sta dando segni d’impazienza, poiché la crisi economica la sta facendo da padrona, sembra non uscirne fuori, infatti, la recessione che sta vivendo è accompagnata da licenziamenti, mancato saldo dei salari, aumento della disoccupazione e rischia di discreditare ulteriormente la popolarità del premier Vladimir Putin. Il deficit previsto per il 2011 metterà nelle condizioni il governo russo di chiedere nuovi prestiti per far fronte alla crisi che è in atto ormai da qualche tempo.
«Se si renderanno necessari, noi vi faremo ricorso, ma ovviamente, la questione non riguarda il Fondo Monetario Internazionale o altre organizzazioni: a loro sicuramente non ricorreremo», ha detto Arkady Dvorkovich, consigliere presidenziale all’Economia, precisando che lo stesso sistema finanziario mondiale versa in cattive condizioni. Risposta indiretta al capo della Banca mondiale in Russia: per quest’ultimo se i prezzi del petrolio variano ancora tra i 90/95 dollari al barile, la Russia dovrà richiedere un prestito al FMI e al BM.
Il vecchio e decaduto Impero sovietico cerca ancora di ostentare sicurezza nella sua economia, ma i numeri sembrano non dargli ragione.

Infatti la Borsa di Mosca è stata una delle più colpite nel 2008 con un disastroso segno negativo e ancora oggi pare che stenti a ritrovare il rialzo definitivo che gli permetta una vera e propria boccata di ossigeno.
Inoltre la situazione politica russa sarà determinata dalle elezioni legislative e da quelle presidenziali in programma. C’è chi sostiene che la concorrenza politica tra i partiti rallenterà l’ammodernamento dell’economia nazionale. Le mai assopite difficoltà economiche possono indebolire ulteriormente la posizione di “Russia Unita”, il partito al potere, che comunque dovrebbe conquistare più del 60% dei voti. Il Cremlino ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per tutto il 2011.
Non bisogna sottovalutare la situazione sociale che si fa sempre più critica e può scattare da un momento all’altro l’allarme di rivolte popolari in Russia, a fronte del crescente impatto della crisi sull’economia reale. Il Ministero dell’Interno russo ha messo in guardia il governo dalla possibilità di una crescente ondata di proteste provocate dalle misure impopolari, “connesse alla crisi” e “dalla frustrazione della popolazione per il mancato pagamento degli stipendi o per la minaccia di ulteriori licenziamenti”.
La crisi finanziaria che dura ormai da qualche tempo, porta con sé due fattori principali che hanno colpito la domanda dei consumatori in Russia: in particolare quella dei servizi a pagamento che è diminuita nel 2010 dell’1,6 per cento. Nel 2011 la domanda di servizi a pagamento dovrebbe aumentare appena del 3% contro la crescita media annuale del 6-8%, che era stata registrata nel periodo precedente alla crisi finanziaria. Vale a dire che per il momento la domanda da parte dei consumatori non può rivelarsi come la locomotiva della crescita economica russa. Inoltre la congettura di crescita degli investimenti nel 2010 non ha superato il 2,5 per cento (contro una previsione del 7-8%). Nel periodo gennaio-luglio gli investimenti sono aumentati soltanto dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2009. Gli incrementi finanziari che necessitano di denaro a lungo termine, sembrano scarseggiare sul mercato Russo, dopo che lo Stato ha presentato un programma per raccogliere ulteriori risorse sul rapporto economico interno, per finanziare il disavanzo pubblico.
La recessione ha già prodotto 400mila disoccupati in più secondo i dati ufficiali. Il numero dei senza lavoro è salito dello 0,5% in un solo mese, dai 4,62 milioni di ottobre. E il malcontento sembra crescere e non fermarsi. Non a caso Vladimir Putin ha ammesso il problema e rivolgendosi al mondo del “business” ha consigliato di “licenziare soltanto come ‘extrema ratio'”.

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