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La corsa degli operatori sanitari alla terza dose: il 30% l’ha fatta senza obbligo

La corsa degli operatori sanitari alla terza dose: il 30% l’ha fatta senza obbligo, sono nel novero dei 2,1 milioni di italiani che hanno avuto la "booster"

I camici bianchi sono corsi a fare la terza dose

Un dato che fa sperare, quello della corsa degli operatori sanitari alla terza dose: il 30% l’ha fatta senza obbligo e i dati della Fiaso dicono che la categoria sta tornando agli hub vaccinali in massa. 

Operatori sanitari e terza dose: i dati Fiaso dicono che stanno correndo a farsela

La Fiaso è la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere ed ha stilato un report per cui il ritorno agli hub vaccinali è stato veloce, reattivo insomma. Anche senza che per la categoria sia ancora in vigore l’obbligo vaccinale anti covid sulla dose numero tre il 30% degli addetti l’ha fatta già e con un range di crescita indicato da Open come del 12%  rispetto al 18 della settimana scorsa. 

La terza dose arrivata a 2,1 milioni di italiani, fra loro ci sono moltissimi operatori sanitari

I dati della struttura presieduta dal commissario Figliuolo sono abbastanza leggibili: su 2,1 milioni di dosi booster somministrate finora in tutta Italia fino ad oggi circa 415 mila sono state sfruttate a soggetti tra i 20 e i 60 anni. Fondamentalmente si tratta del plateau anagrafico dei sanitari. Sanitari che in tutto sono 1,4 milioni. La categoria è reduce da una vaccinazione completata ormai fuori tempo massimo.

Obbligatorietà della terza dose agli operatori sanitari: per Costa è imminente

Questo perché era stata la prima, con 10 mesi di lasso temporale che la colloca fra quelle necessitanti della dose numero tre. E in tema di dose booster è tutt’altro che accantonata l’ipotesi della obbligatorietà, a confermarlo anche il  sottosegretario alla Salute Andrea Costa che dà la decisione come imminente.

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