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La denuncia di una donna dopo ore al pronto soccorso: “La mia barella accanto ad un morto”

La denuncia di una donna dopo ore di attesa al pronto soccorso: “La mia barella accanto a quella di un uomo ormai morto e spostato solo dopo molto tempo"

L'odissea di una donna in un ospedale romano

La denuncia di una donna di Roma dopo ore al pronto soccorso culmina con un’affermazione horror: “La mia barella accanto ad un morto”. La denuncia è arrivata ai media dalla signora Antonella Vittore, una 47enne che ha atteso ore prima di essere medicata al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma.

Insomma, quello che il Covid una volta doveva incentivare ed accelerare in realtà lo ha solo evidenziato e cristallizzato in piena crisi. La signora Vittore sostiene anche di essere stata “trattata con sgarbo e sufficienza dal personale sanitario”, fino a che non ha deciso di dare in escandescenze con la dirigente. Sul Corriere della Sera la donna ha fatto una sorta di “reportage” del suo calvario di paziente in attesa e testimone di altre attese ancor più gravi, serie e per certo versi degradanti della sua. 

“La mia barella accanto ad un morto”

Dal canto sul il San Camillo avrebbe aperto un’indagine interna per verificare quanto denunciato da Vittore. Lo scorso 24 maggio donna si era dovuta recare al pronto soccorso dopo un incidente con frattura dell’alluce e ferita il piede. La sua denuncia, la signora Vittore, l’ha voluta fare per “rendere i politici più consapevoli che la sanità pubblica non è cosa loro e non può essere gestita come altri settori, ma deve essere all’altezza di un Paese civile e al servizio di tutti noi che paghiamo le tasse”.

Ha detto la donna: “Per me è stato come varcare le porte dell’inferno. Diciotto ore di pronto soccorso in condizioni disumane. Quel giorno c’erano stati parecchi accessi”. 

Ore di attesa nella “sala bunker”

E ancora: “Quindi col piede sanguinante e addosso il tremore della scarica di adrenalina, sono stata messa su una barella e portata in quello che chiamano ‘la zona nuova del pronto soccorso’. Praticamente uno stanzone-bunker in cui c’erano più o meno 60 malati”.

Nelle ore di attesa Antonella ha avuto modo di vedere scene poco edificanti, fra cui “un uomo ormai deceduto e spostato solo dopo molto tempo il suo arrivo”. E poi “una donna colpita da ictus viene lasciata nuda. Un’altra, in preda a dolori lancinanti alla schiena, dopo un bel po’ viene visitata e si scopre che ha un collasso delle vertebre”. 

Scene poco edificanti e richieste di aiuto

“Quindi non può più alzarsi per andare in bagno. Le viene messo il pannolone e le viene fatto un clistere: poi viene lasciata sporca per ore. Era accanto a me, ho sentito bene quante volte ha implorato aiuto“. Alla fine la 47enne decide di andare a parlare con la responsabile del reparto e lì sarebbe stata trattata  in maniera ruvida. Poi per fortuna viene curata ma la sensazione di essere capitata in un girone infernale e non in uno spot dove uno Stato dovrebbe sostanziare il meglio di sé le è rimasta.

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