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La difesa a tre di Gasperini

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Mi incuriosisce il dibattito, o presunto tale, che sta accompagnando l’idea di mister Gasperini di puntare sulla difesa a tre.

Premetto che sono un sostenitore della linea a quatto, ma non per questo condivido quanti ritengono la nuova disposizione tattica un suicidio. Nascondersi dietro formula, 4-4-2 o 4-3-3, è un modo per semplificare troppo la realtà di un gioco molto più complesso, fatto essenzialmente di movimento e situazioni. La mia propensione per un certo schieramento è dettata dal fatto che, con due centrali e due terzini, si possono avere più giocatori che partecipano alla fase offensiva.

Se dalle parti si hanno un Maicon e un Nagatomo significa avere due giocatori di spinta. Discorso diverso se si sceglie di adattare un centrale sulla fascia (Chivu o Cordoba). In questo caso, oltre alla fase di appoggio, si potrà chiedere poco altro al terzino. In ogni caso, comunque, in fase difensiva rimarranno sempre almeno tre difensori. Anche in una linea a quattro quando uno dei terzini spinge, l’altro rimane in posizione, pronto ad alzarsi nel caso in cui il gioco si sposti sulla sua fascia.

Ciò avviene anche in una linea a tre, con la diversità che chi rimane a difendere è un difensore puro, un centrale.

La storia ci insegna che non esiste il modulo perfetto. L’Ajax vinse con tre centrali difensivi, il Barcellona di Cruijff fece lo stesso. Ogni sistema di gioco ha dei vantaggi e, di conseguenza, degli svantaggi.

L’Inter ha una rosa adatta a giocare con la linea a tre. Forse numericamente manca ancora una pedina, ma qualitativamente ci siamo. I vari Lucio, Samuel, Chivu, Ranocchia e, all’occorrenza, Cordoba possono benissimo reggere una stagione intera. Andrà trovata confidenza con la nuova disposzione, ma quella è inevitabile con ogni cambio di guida tecnica. Per fare un esempio, Benitez schierava, come Mourinho, una difesa a quattro. Lo spagnolo però chiedeva una linea più alta e quindi “costretta” a leggere le situazioni di gioco in maniera differente rispetto al recente passato. Eppure era sempre a quattro…

La scelta di Gasperini semmai potrà pemettere quel pizzico in più di libertà ai due esterni. Infatti in fase di non possesso solo uno si abbasserà sulla linea dei difensori, l’altro potrà rimanere più alto e quindi più vicino alla porta avversaria.

Disquiszioni filosofiche che servono soprattutto per animare il dibattito. Come ha giustamente detto Stankovic nei giorni scorsi: “i moduli spesso sono anche un modo di dire, per parlare di calcio sui giornali e in tv. In campo gli spazi da difendere e quelli per attaccare sono sempre gli stessi”.

Luca Paradiso


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