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La disoccupazione il vero nodo centrale
Economia

La disoccupazione il vero nodo centrale

Uno spicchio dell’economia si sta riprendendo, lentamente, ma con dei segnali che fanno ben sperare. Non è così per l’occupazione, infatti, nell’ultimo bollettino emesso dalla Banca d’Italia si segnala che «l’occupazione ha continuato a ridursi nel terzo trimestre, pur lievemente. Confermando le tendenze in atto dagli inizi della crisi, la riduzione è risultata più marcata tra i giovani… le imprese privilegiano forme contrattuali più flessibili rispetto a impieghi permanenti a tempo pieno».
Il segretario della CGIL, Susanna Camusso, ha commentato gli ultimi dati sulla cassa integrazione che sono stati forniti dall’INPS: «Si continua a confermare un dato – come ha spiegato Camusso, a margine dell’assemblea di Legacoop Servizi – che una parte dell’economia, cioè le grandi imprese, si riprende, ed una parte, quella delle Pmi, no. Ma – ha così continuato – il vero problema e’ la disoccupazione».
Sempre stando al segretario della CGIL, le misure non sono sufficienti: «Ho la certezza ed e’ assolutamente evidente – ha spiegato – che siamo di fronte non ad una politica ma a degli annunci per spostare l’attenzione e che poi si torni di nuovo alla normalità, nelle prossime ore, in cui l’unico problema sarà la giustizia e i guai del premier, dopo aver degradato il Paese e averlo reso ridicolo».
Infatti, in recenti statistiche è stato rilevato che il problema della disoccupazione giovanile, che un tempo era prerogativa del Sud, attualmente, in un periodo di forte crisi economica che coinvolge fortemente l’Europa, se non addirittura mondiale, riguarda molto da vicino anche i giovani del Nord Italia.
I dati Istat che analizzano la disoccupazione giovanile sono preoccupanti e molto difficile da ribaltare.

Secondo l’istituto di statistica, infatti, il tasso di disoccupazione giovanile nel mese di dicembre si attesta a quota 29% segnando il picco massimo dal 2004 ad oggi. Il numero totale dei disoccupati supera i 2 milioni di unità.
Nel calcolo non si tiene conto delle cifre relative alla cassa integrazione e al lavoro nero, per altro fortemente in aumento e che naturalmente sfugge a qualsiasi controllo. Andando a leggere i dati espressi dall’istituto di statistica, il tasso di occupazione risulta essere al di sotto del 57%. I numeri parlano chiaro, e ci raccontano di un’Italia in cui c’è chi, per rassegnazione e per mancanza di opportunità, ha rinunziato a cercare un lavoro.

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