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Guerra in Ucraina, Papa Francesco: “È un sacrilegio, no al riarmo”

“Fa scempio di ciò che è più prezioso sulla nostra terra, la vita umana, l’innocenza dei più piccoli, la bellezza: la guerra è un sacrilegio, no al riarmo"

Papa Francesco

“La guerra è un sacrilegio, no al riarmo”: non sono le parole pur degne di un uomo qualunque, sono le parole di Papa Francesco, le ha scritte nel saggio “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace”, edito da Solferino – Libreria Editrice Vaticana, saggio in arrivo nelle librerie da domani, 14 aprile e nelle edicole con il Corriere della Sera.

Con l’avvio dei riti della Settimana Santa il pontefice torna su un tema su quale si era espresso di nuovo durante la Domenica delle Palme.

“La guerra è un sacrilegio, no al riarmo”

Bergoglio parte dal “pellegrinaggio nel martoriato Iraq”, dove aveva “potuto toccare con mano il disastro causato dalla guerra, dalla violenza fratricida e dal terrorismo, ho visto le macerie delle case e le ferite dei cuori, ma anche semi di speranza di rinascita.

Mai avrei immaginato allora di veder scoppiare un anno dopo un conflitto in Europa”. E ancora: “Fin dall’inizio del mio servizio come vescovo di Roma ho parlato della Terza guerra mondiale, dicendo che la stiamo già vivendo, anche se ancora a pezzi. Quei pezzi sono diventati sempre più grandi, saldandosi tra di loro. Tante guerre sono in atto in questo momento nel mondo, che causano immane dolore, vittime innocenti, specialmente bambini.

Guerre che provocano la fuga di milioni di persone, costrette a lasciare la loro terra, le loro case”.

Le guerre “lontane” e poi l’Ucraina

Poi il papa ha scritto: “Queste guerre ci apparivano ‘lontane’. Fino a che, ora, quasi all’improvviso, la guerra è scoppiata vicino a noi. L’Ucraina è stata aggredita e invasa. E nel conflitto ad essere colpiti sono purtroppo tanti civili innocenti, tante donne, tanti bambini, tanti anziani, costretti a vivere nei rifugi scavati nel ventre della terra per sfuggire alle bombe, con famiglie che si dividono perché i mariti, i padri, i nonni rimangono a combattere, mentre le mogli, le madri e le nonne cercano rifugio dopo lunghi viaggi della speranza e varcano il confine cercando accoglienza presso altri Paesi che li ricevono con grandezza di cuore”.

“Fermatevi, la guerra è una pazzia!”

Poi l’invocazione finale che è un “no” forte ad ogni prospettiva di riarmo: “Di fronte al grido dei bambini e delle donne, non possiamo che urlare: ‘Fermatevi!’. La guerra non è la soluzione, la guerra è una pazzia, la guerra è un mostro, la guerra è un cancro che si autoalimenta fagocitando tutto! Di più, la guerra è un sacrilegio, che fa scempio di ciò che è più prezioso sulla nostra terra, la vita umana, l’innocenza dei più piccoli, la bellezza del creato. Sì, la guerra è un sacrilegio!”.

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