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La mamma di un giovane morto a 25 anni: “Vi racconto chi era Dario”

“Vi racconto chi era mio figlio Dario”: la storia di una lotta durata cinque anni contro una patologia psichiatrica che ha innescato molti pregiudizi

La tomba di Dario Cossu

Arriva dalla Toscana, da Lucca e da uno splendido articolo de Il Tirreno la vicenda della mamma di un giovane morto a 25 anni dopo una lunga malattia psichiatrica: “Vi racconto chi era Dario”. L’appello di Emanuela Pais è a ché nessuna famiglia venga più lasciata sola nel calvario della malattia, una malattia come quella che le ha strappato via un figlio e che a causa dell’emergenza covid ha avuto forse più modo di rivelarsi brutale.

Dario Cossu, residente a Sant’Anna, era morto il 25 maggio 2021, quando una malattia psichiatrica, malgrado il supporto di medici e specialisti del servizio sanitario, lo aveva piegato. Il giovane aveva lottato per cinque anni con una patologia che lo costringeva a fasi alterne di dissociazione e piena coscienza della sua affettività e dei suoi obiettivi di vita.

“Adesso vi racconto chi era Dario”

A fare argine a quei momenti bui mamma Emanuela, il cui dolce racconto ha commosso tutti: “Dario era un ragazzo dolce e gentile, aiutava sempre tutti.

Aveva molta voglia di lavorare: ha fatto per anni il cameriere in tanti ristoranti della Lucchesia e anche il barman; per un periodo ha lavorato anche all’estero”. E ancora, con malinconia infinita: “Dario aveva tanti amici; nel gruppo era il più burlone, quello più di compagnia. Frequentava l’alberghiero a Barga in orario serale, con profitto, perché il suo sogno era diventare cuoco”. Mamma Emanuela ha raccontato poi “un’altra caratteristica di Dario”.

Suo figlio “voleva essere fidanzato. Ma quando il legame finiva, soffriva terribilmente. Si sentiva abbandonato, nonostante avesse sempre il nostro amore. Poi si è ammalato, ed è cominciato l’incubo. Dario è cambiato completamente: la malattia, nei periodi in cui si faceva sentire in modo importante, gli toglieva anche la forza fisica, si vedeva quando iniziava a entrare nella fase critica”. 

Le stupide congetture sulla sua malattia

“Rischiava molto, anche che qualche persona in malafede approfittasse di un momento in cui era in difficoltà per via della malattia per fargli spendere soldi, come purtroppo è successo.

Nei periodi in cui era in crisi gli sono anche spariti sette o otto telefoni”. Poi la chiosa amara: “E tra amici e conoscenti, chi non capiva cosa Dario stesse attraversando pensava perfino che fosse un giovane rimasto danneggiato dall’assunzione di sostanze. Che invece non ha mai preso”. L’emergenza covid aveva reso più difficile seguire Dario, sia nel percorso che nella lotta ai pregiudizi che quello a volte presupponeva, e l’appello di mamma Emanuela è che non si ripetano più quei vuoti.

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