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La Moldavia teme un golpe: il motivo e le possibili conseguenze

La grande paura della Moldavia che teme un golpe bianco fomentato dalla parte filorussa e pilotato da Mosca che fa leva sulla "Dottrina Medvedev"

Il filo russo Igor Dodon oggi 9 maggio alla manifestazione da lui capeggiata

Il reportage di Repubblica è serio, adesso la Moldavia teme un golpe e il motivo e le possibili conseguenze sono legati a doppio filo alla “dottrina Medvedev” con cui la Russia di Putin “interviene” ovunque ci siano russi o russofili che invocano una nuova patria ad est.

Causa scatenante ed innesco al tempo stesso dell’effetto potenziale di questo clima da guerra civile è il leader filo russo Igor Dodon, che da giorni sta aizzando su Telegram la popolazione contro il governo che aspira all’Ue e che il 4 marzo ha bussato a Bruxelles. Dodon oggi ha guidato una grande manifestazione con nostalgici di Mosca e oppositori della presidente Maia Sandu

Ora la Moldavia teme un golpe

Insomma, come da clichet appurato per quell’immenso scacchiere ad est dei Carpazi ci sono paesi divisi fra il richiamo di Ue e Nato e le sirene della Russia di Putin.

Dodon, che è uomo di Putin in tutto e per tutto, ha invitato i moldavi a “manifestare contro il governo nella piazza della Grande Assemblea. Insieme spalla a spalla, come molti anni di seguito, passeremo attraverso la marcia della vittoria con i ritratti dei nostri eroi. Mostriamo che siamo tanti e uniti, nessuno è dimenticato, niente è dimenticato“. Le tensioni e gli attacchi nel paese che aveva già visto la Transnistria approfittare dello sfascio post Urss e staccarsi, salvo poi diventare una dependance stipendiata dal welfare di Mosca, sono ormai evidenti. 

Le contromosse strategiche di Maia Sandu

L’idea è quella di una sorta di “golpe bianco”, senza militari ma con un’opinione pubblica maggioritaria saggiamente foraggiata e governata che sovverte catena istituzionale ed assetti geopolitici. E la stessa presidente Sandu avrebbe lanciato l’allarme, con un “segnale di massima allerta alle autorità per mantenere l’ordine nel Paese”. E proprio oggi, invece della consueta parata che accomuna tutti i paesi ex socialisti nel celebrare la caduta del nazismo e dopo la visita del presidente della Lituania, era atteso il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

Lo scopo della Sandu è duplice: da un lato sconfessare il golpe mettendosi sotto l’egida delle Nazioni Unite e rendendolo difficoltoso perché Mosca che all’Onu spadroneggia non potrebbe intestarsene la ovvia paternità, dall’altro arginare l’ondata di dissenso di un paese che in quanto a cultura, lingua, tradizioni e perfino musica è in bilico da sempre fra cirillico e latino.

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