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La nuova filosofia della transizione

Se l’uomo nel corso dei secoli, e soprattutto negli ultimi anni ha dominato la natura, ritrovandosela contro, adesso vuole fare un passo indietro. Ma non vuole fare nulla di drastico, niente di sconvolgente, ma soltanto dare vita ad una nuova filosofia di vita. Un modo di vivere che viene considerato come una transizione, in cui in primo piano viene posta l’importanza del fattore sociale, come fondamento di integrazione e in un secondo momento passare al piano ecologico ed ambientale. Perché infatti questo progetto è nato con la finalità di salvaguardare l’ambiente e di ridurre l’impatto ambientale nelle città.
Il progetto di transizione che vuole cambiare il volto delle città, è partito da già qualche anno ed ha avuto successo soprattutto tra la Gran Bretagna e l’Irlanda, dove molte città oramai sono di transizione.

Quello che le transition towns si propongono di fare è quello di eliminare dalle città le auto, l’uso della plastica, i cibi esotici, ed anche i viaggi in aereo. Dare vita ai centri abitati l’aspetto di un’esistenza ecologica. La prima città in assoluto è stata Kinsale, in Irlanda, dove il movimento ha riscosso subito un enorme successo grazie anche all’opera svolta nelle scuole. In questa città come in molte altre irlandesi e inglesi, si è voluto abbandonare ciò che c’era di nuovo per ritornare agli antichi mestieri dei genitori. Coltivare l’orto, fare il pane in casa, rammendare le calze, usare solo prodotti genuini sono tra le tante novità introdotte, o reintrodotte.
In Italia, invece, si è ancora un po’ troppo lontani da tutto questo.

Anche se dei piccoli tentativi si stanno effettuando in alcuni comuni bolognesi, in cui si spera soprattutto nell’aiuto delle istituzioni, che sembrano ancora molto lontane da questo tipo di politica.


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