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La nuova serie B che piace

Lo ha detto pure Tesser, che sta guardando con merito tutti dall’alto: ed il suo pensiero può essere largamente condiviso. La serie B sta lievitando: non, purtroppo, come fatturati ma come qualità del prodotto offerto, e dunque anche come valori tecnici. Un dato apparentemente in controtendenza rispetto al declino che sta invece vivendo la serie A, testimoniato dalle figuracce europee e da un campionato che fatica a trovare un leader credibile, ma che in realtà ben si sposa con le intenzioni della neonata Lega di Serie B. Che sono poi quelle classiche: valorizzare i giovani formandoli per la categoria superiore ed offrire al contempo uno spettacolo accettabile ai tifosi, spesso rappresentanza di città tutt’altro che secondarie nel panorama nazionale.

Certo, molto rimane ancora da fare dal punto di vista degli spettatori, ma questo è un problema che riguarda anche e soprattutto il piano di sopra.

Tornando al dato tecnico, balza all’occhio il numero sempre più ridotto degli 0-0, sintomo di una maggiore ricerca del gioco offensivo e di una sempre più rara speculazione sul risultato, ma pure il calo delle vittorie esterne, un segnale apparentemente in contraddizione col precedente ed espressione di una forbice sempre maggiore tra prime ed ultime della classe. Non è infatti un’eresia sostenere che dal Novara fino al Torino, le prime cinque-sei della classifica non sfigurerebbero in A ma al contempo alcune delle ultime della classe della Serie Bwin farebbero una gran fatica a stazionare anche a metà classifica in Lega Pro.

Un campionato a due velocità, dunque, che ad una giornata dalla fine del girone d’andata inizia comunque ad indicare valori sempre più precisi tra un gruppetto di squadre, approssimativamente le prime otto, che si giocheranno i tre posti per la A, un cuscinetto di formazioni che dovrebbero vivacizzare il centroclassifica senza però illudersi troppo ed il resto a cercare la sopravvivenza.

La qualità delle formazioni di retroguardia è davvero bassa e neppure un mercato che s’annuncia poverissimo sembra destinato a stravolgere i valori. Lo hanno capito pure i presidenti, molto più pazienti con i loro tecnici: appena cinque gli esoneri fino ad oggi. Un altro dato in controtendenza della nuova B.


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