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La nuova Serie B: Padova
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La nuova Serie B: Padova

C’era una volta un presidente che spendeva, spendeva senza ottenere mai una soddisfazione, eccetto una sofferta promozione in B: al piano superiore la storia si ripeteva sempre uguale fino al più inatteso degli incontri, che ha cambiato la storia. Fuori di metafora esiste, nella gestione Cestaro, un Padova pre ed uno post l’arrivo in panchina di Dal Canto. Ciò che doveva durare lo spazio di pochi giorni ha invece aperto un ciclo più che ambizioso, e soprattutto ha guidato la società ad effettuare finalmente investimenti adeguati, ed oculati che fanno oggi dei biancoscudati forse la prima prentendente alla promozione.

Cosa va. La decisione di puntare sulla rivoluzione ha però destato qualche perplessità: possibile che un gruppo arrivato ad un soffio dalla promozione necessitasse di tanti interventi? La risposta del ds Foschi, su input di Cestaro, è stata inequivocabile. Evidentemente si è pensato che il ciclo partito con la promozione, passato per una rocambolesca salvezza ed arrivato vicino al miracolo fosse giunto al capolinea: da qui il congedo a Cesar (peraltro attore negativo della finale playoff) e quello prossimo a Di Nardo.

Ebbene la scelta è sembrata saggia perché il primo passo per ripartire dopo una cocente delusione è riazzerare tutto, ricreare entusiasmo. Al resto ha pensato l’ambizione della società che, pur non disdegnando i playoff, si è mossa sul mercato con il chiaro intento di puntare all’obiettivo grosso. Tredici gli acquisti finora effettuati, in attesa degli ultimi ritocchi: volti nuovi di età diverse, dalla gioventù di Donati, Osuji e Lazarevic alla maturità di Cutolo, giustamente individuato come il miglior erede di El Shaarawy su piazza, fino alla provata esperienza di Milanetto e Marcolini. Gli ultimi arrivati si innestano con i sopravvissuti della gestione precedente, creano una formazione solida ed affidabile, dotata di tutte le caratteristiche giuste per una stagione da primissimi posti. Velocità e tecnica in ogni reparto, il tutto sotto la sapiente guida di Dal Canto, atteso sì alla sempre difficile controprova ma che sembra possedere le qualità per una carriera di allenatore in continua ascesa: idee tattiche solidissime, saggia gestione della rosa e la costante ricerca del risultato attraverso la prestazione cancellano i dubbi riguardo al suo essere di fatto un debuttante da inizio stagione.

Cosa manca.

L’altra faccia della medaglia presenta i consueti rischi di un cambiamento radicale. Il gruppo sarà in grado di assorbire in breve tempo le tante novità senza compromettere l’inizio della stagione, notoriamente fondamentale per creare quell’entusiasmo indispensabile per chi vuole primeggiare? La bravura di Dal Canto, deciso a proseguire sul 4-3-3, sembra rappresentare in questo senso una garanzia. Ma qua e là emerge qualche altro dubbio, su almeno un paio di ruoli. Su tutti l’attacco, che non a caso sarà il reparto interessato dall’ultimo, esplosivo acquisto, anche se il nome di Bonazzoli sta via via perdendo quota. Ruopolo è di sicuro una prima scelta, almeno per la Serie B: a riprovarlo non c’è solo la fresca promozione ottenuta con l’Atalanta ma anche un rendimento costante, almeno per quanto riguarda l’impegno ed il sacrificio per i compagni di reparto. Ma il fatto di non essere un goleador comprovato crea qualche perplessità, le stesse sollevate durante la seconda parte della scorsa stagione da Ardemagni: è infatti opinione diffusa, in città, che con Succi al centro dell’attacco fino a fine stagione a quest’ora si starebbe programmando le trasferte a Roma e Milano.

Proprio per questo Dal Canto ha bisogno di un attaccante bravo sì nelle sponde ma pure in fase realizzativa: che non sarà lo stesso Succi, su cui Cestaro dice di nutrire dubbi sul piano fisico, ma ovviamente neppure De Paula, che sta tornando ma per fare l’alternativa agli attaccanti esterni. Impossibile poi non fare riferimento al caso-Italiano con tutte le sue possibili conseguenze: pensare ad un ragionato turn over nel ruolo tra due vecchietti è inconcepibile, quindi occorre una decisione drastica in tempi brevi per non turbare le dinamiche dello spogliatoio. E la difesa? La Coppa Italia ha palesato la legnosità di Legati, Portin e Schiavi, tutti simili dal punto di vista morfologico: un marcatore più veloce e bravo nell’anticipo insomma servirebbe come il pane. Per chiudere, i portieri: Cano rimarrà da mascotte mentre tra il giovane, Perin, ed il vecchio, Pelizzoli, Dal Canto sembra aver battezzato come titolare quest’ultimo. Una bella scommessa, viste le ultime stagioni poco soddisfacenti dell’ex romanista. Ma in mezzo a tante certezze, questo non basta ad offuscare un orizzonte di gloria che dovrà smentire la vecchia leggenda del presidente spendaccione e perdente.

(21 – continua). Già pubblicati: Nocerina ed Ascoli (14/8); Albinoleffe e Gubbio (15/8); Juve Stabia e Cittadella (16/8); Sassuolo e Crotone (17/8); Grosseto e Varese (18/8); Pescara e Verona (19/8); Vicenza e Modena (20/8); Brescia e Reggina (21/8); Livorno e Bari (22/8); Empoli e Torino (23/8).

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