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La palude della morte, gli animali diventano statue

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Lasciano sgomenti le istantanee scattate dal fotografo Nick Brandt, che ritraggono animali diventati statue.

Ebbene si, nella valle del Grande Rift sorge un lago all’interno del quale è presente un composto naturale costituito in gran parte da carbonato di sodio, che si è accumulato dalle ceneri vulcaniche. E tutti gli animali che si immergono in queste acque, ad eccezione di una tipologia di pesce, rimangono letteralmente pietrificati diventando delle statue di sale. Il fotografo ha raccolto una serie di immagini di uccelli e pipistrelli calcificati e perfettamente conservati sulla battigia.

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“Non ho potuto fare a meno di fotografarli – ha spiegato – Nessuno sa per certo come muoiano, ma sembra che la natura estremamente riflessiva della superficie del lago li confonda, è come se gli uccelli si schiantassero contro delle vetrate, e precipitano nel lago“.

L’unico essere vivente in grado di sopravvivere in queste acque, le cui temperature possono raggiungere i 60 gradi e il cui ph varia tra 9 e 10.5 è la tilapia alcalina (Alcolapia alcalica), un pesce che si è adattato bene alle condizioni difficili del ‘lago della morte.

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Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.


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Daniele Orlandi

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.

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